Manchester City - Napoli: pensavo fosse, e invece



Avrebbe potuto essere una vetrina migliore per il Napoli, e alla fine c'è del rammarico. Avrebbero potuto stirarci in quei trenta minuti iniziali, ma con un pizzico di fortuna e la nostra buona reazione non è successo come ad altre e la sensazione, oltre il rammarico, è che il City non avrà vita facile al ritorno al San Paolo.

Solo chi non ha percezione di sé e di ciò che gli sta attorno poteva pensare di andare a Manchester ad asfaltare il City, la squadra più in forma d’Europa in questo momento, guidata dal più bravo degli allenatori. Venendo tra l’altro da un campionato, quello italiano, davvero poco “allenante” come dicono in molti. Se in Europa non ce ne sono molte, in Italia non ce n’è nessuna di squadra che venga a prenderti in area invece che aspettarti nella sua. Non ci siamo abituati, una situazione del tutto nuova per la squadra. Fanno il paio con questi tifosi quelli che hanno concluso che il Napoli al massimo può giocarsela in Italia o neanche: dovremmo fermarci al confine piemontese. Abbiamo perso - cosa rarissima da quasi un anno - di misura, sbagliando un rigore, concedendo quasi un tempo agli avversari, sul loro campo. Un poco di rispetto per l’intelligenza. 

Zielinski e Diawara diventano così i capri espiatori di quei trenta minuti iniziali dove siamo pure fortunati: come detto ci avrebbero potuto stirare con un 4 a 0. Eppure c’erano persone molto più titolate di loro a dover fare la differenza. Albiol nell’uscita con la palla dalla nostra area, Hamsik nel gestirla, Mertens nell’accorciare e farsi vedere per lo scarico: in tre fanno quindici sul mio tabellino. Gli unici che non s’impauriscono sono Insigne e Koulibaly. Il Napoli non può pensare di poter fare 60 partite stagionali con lo stesso undici di gioco e, la maturazione dei giovani passa proprio per queste partite: se non si possono sostituire due elementi è inutile ambire. Detto questo ricordo quando parte della tifoseria e alcuni "opinion leader" avevano trasformato il giovane Piotr in Boniek e il ghanese in futuro Yaya Touré, titolari inamovibili. Il primo se supera i problemi di personalità, ha piede, accelerazioni e un radioso futuro. Il secondo invece problemi di personalità non ne ha: ma gli manca l’intelligenza tattica di Jorginho che i più apprezzano in fase d’impostazione, senza accorgersi del lavoro che fa in pressing o chiudendo le linee di passaggio. I primi trenta minuti del Napoli si spiegano anche con un pressing mediocre e dannoso, le distanze del tutto sbagliate. Intanto in due fanno 11: uno in più per Diawara che segna il rigore meritando così la sufficienza. 

Certo ovviamente è colpa di De Lareuntiis perché potevamo comprare altri giocatori, anche se poi capita che si rompono un ginocchio come Milik. Concordo, io avrei preso Neymar, Didì e Batman. Per la spiegazione tornare in testa al post, non sarebbe male avere percezione della realtà, della città, del calcio italiano, della Società Calcio Napoli, della sua proprietà e, soprattutto, della proprietà avversaria: gli sceicchi che pagano in barili. Anzi se rivedo chi avevano in panchina che non ha giocato, ho il sospetto che oltre Batman pure l’Uomo Ragno tornava utile. 

Ghoulam: avete finalmente capito perché il City e tanti altri lo vogliono e lui chiede un contratto adeguato? Sette in lettere: il migliore in campo. 

Sotto sotto, ho l’impressione che la testa dei giocatori sia molto più concentrata sul campionato. 

Terza di andata gironi Champions League. Manchester City - Napoli 2 a 1

[Il deserto dei leoni]

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Roma - Napoli: la capolista se ne va



Partita: dai due volti, e 5 euro a Beppe Viola a saldare la multa per l’espressione infelice. Il Napoli è padrone di se stesso e del gioco e quando vuole va in porta. Dovrebbe chiuderla sul 2 a 0 e non lo fa. La Roma nel secondo tempo ci mette più fisicità e convinzione, pressa alta, e aggiunge un discreto Perotti, con supporto del vecchio Kolarov, sul lato sinistro, dove Callejon (6) stavolta non brilla. 

Mertens: non brilla neanche lui che freme, ma manca di lucidità nell’ultima scelta: dovrebbe darla e cincischia, dovrebbe tirare e invece passa. 

Solidità: non è il miglior Napoli di questa stagione, e il miglior Napoli di questa stagione non è ancora all’altezza di quello visto lo scorso campionato nel girone di ritorno. Possiamo ancora migliorare e ciò nonostante 8 partite e 8 vittorie, + 5 sulla Juventus. Non abbiamo vinto niente, il campionato è ancora lungo, ma meglio averli 5 punti di vantaggio che il contrario: talvolta davvero si ha l’impressione che giochi in un'altra dimensione. 

Albiol, Koulibaly, Reina: in tre fanno 21. Reina fa un grande intervento sul colpo di testa di Fazio. I nostri centrali annullano invece Dzeko. Soprattutto Albiol, scelto dall’attaccante bosniaco. Dopo l'Inter che ne ha subiti 3, con la Roma il Napoli ha la migliore difesa del campionato con 5 gol presi.

Allan e Insigne: sono i migliori in campo (15 in due, ma uno in più al napoletano). Il secondo fa il centesimo gol e ci regala i tre punti. Peccato che il pallone gli rimanga sotto, dopo una serpentina in cui ne fa secchi tre, e non possa tirare per il raddoppio. Allan è inesauribile, l’energia del centrocampo del Napoli, si inserisce, allunga, accorcia, assiste: s’abbassa i calzettoni e continua a correre. 

Guardiola: ha passato il periodo della sosta a guardarsi il Napoli e tutta questa settimana ad elogiare mister Sarri - “il miglior gioco d’Europa” - invitando i tifosi allo stadio: “sarà una bella partita”. Grazie Pep, e speriamo che sia soprattutto una bella partita. Fa piacere che oltre Sacchi, altri maestri si complimentino con noi, ma il Napoli non ha ancora vinto niente e non abbiamo né la storia né il fatturato dei club di prima fascia d’Europa tra cui si accomoda il City. Prendiamola come esperienza importante e facciamo la nostra partita soprattutto divertendoci. 
Poi l’Inter. 

Ottava di andata del campionato. Roma - Napoli 0 a 1.

[Il deserto dei leoni]

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Napoli - Cagliari: pronti, partenza, via



Pronti partenza via: sette partite, sette vittorie, unica squadra a punteggio pieno. 11 diversi giocatori a segno. 25 i gol realizzati complessivamente, + 8 in media inglese. Ieri sono bastati 5 minuti per sbloccarla, 47 per chiuderla. Il resto è noia, direbbe il califfo. Complimenti a tutti. 

Hamsik: finalmente torna al gol, il primo, che avvia sui binari giusti la partita, e disputa tutti i novanta minuti. Di buon livello: gli valgono un sette in pagella che è un invito alla festa. La sua, al prossimo gol. 

Mertens: è davvero impressionante quanto sia migliorato e quanto sia in fiducia mentalmente, quanto si senta forte, tanto da regalare assist a ripetizione, di tacco, o facendo passare la palla sulla testa dell’avversario per lanciare Allan. Speriamo resista a lungo, intanto otto è il suo voto. 

Sosta: dopo la sosta avremo Roma, Manchester City e Inter. Continueremo con altre 4 partite impegnative per un totale di 7 in 22 giorni. Per le nostre ambizioni sarà fondamentale uscirne bene. 

Var: la giornata si chiude con l’arbitraria interpretazione dello strumento tecnologico: ci può stare il rosso su Lichtsteiner per la gomitata che è volontaria, in ogni caso il gol dopo 12 secondi è da annullare. Petagna la prende con la spalla e non di braccio, quindi non è rigore. Ciò nonostante i pochi a lamentarsi del Var sono Allegri o Massimo Mauro: benvenuti nel mondo Juve. 

Settima di andata del campionato. Napoli - Cagliari 3 a 0

[Il deserto dei leoni]

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Napoli - Feyenoord, come se nulla fosse accaduto



Champions snobbata: ieri per la prima del campionato europeo per club tanto inseguito, al San Paolo, in trentamila. Che è succiess’? 

Il Sarri furioso: ritornano certe pause e certi errori, distrazioni che possono essere imperdonabili in una competizione come la Champions. Maksimovic (5) fa arrabbiare Reina e sporca una prestazione che era stata, almeno fino al novantesimo minuto, sufficiente: cosa rara. Già nel primo tempo, dopo il gol di Insigne, il Napoli aveva tirato il fiato. 

Pressing e gol: il Napoli trova subito il gol su una palla recuperata e lascia campo e palleggio agli avversari che amano partire da dietro prendendosi qualche rischio: 3 a 0, su tre palle perse. Il minimo indispensabile. 

L’oro di Napoli: Insigne, Mertens e Callejon, in tre fanno 22 e mezzo. 

Reina: ai fini del risultato, fino ad oggi, non è mai stato influente. I pochi errori e gli interventi importanti, come il rigore parato ieri, entrano solo nella cronaca. Al momento il dibattito sul portiere dovrebbe essere vietato perché la sua storia già dimostra la sua forza, così come l’anagrafe spiega certi errori. Rimane la sua esperienza, il suo ruolo nella squadra, e due piedi da centrocampista molto utili al nostro gioco, e soprattutto poche alternative. 

Sondaggi: non so se sia la condizione, siamo ad inizio stagione, o chiamarla, se vuoi, consapevolezza, ma il Napoli ha buoni margini di miglioramento sia nei singoli (Hamsik in crescita) che nel gioco di squadra: maggiore intensità e velocità, più compattezza. E per adesso ci siamo sia in Campionato che in Champions. 

Seconda di andata gironi di Champions League: Napoli - Feyenoord 3 a 1 

[Il deserto dei leoni]

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Spal - Napoli, o del rinnovo di Ghoulam

Faouzi Ghoulam


Primi tempi: in linea di massima queste sei partite ci dicono cose che già sapevamo. Che gli avversari difficilmente riescono a tenere per novanta minuti la stessa intensità di gioco, le giuste distanze tra i reparti, la medesima organizzazione di gioco difensiva, stretti e compatti. Ieri la Spal aveva 5 in difesa che ci aspettavano bassi per toglierci profondità, tanta densità al centro, e ci lasciavano giocare sulle fasce: ormai ci conoscono, e non potendo competere sul palleggio, ci aspettano. A noi basta aumentare i ritmi nel secondo tempo, schiacciare il piede sulla velocità, per scomporli. Approcciare con maggiore cattiveria agonistica mica sarebbe peccato, però. Intanto, tra scorso campionato e questo fanno 30 partite e una sola sconfitta.

Seconde linee: ieri è andata meno bene, abbiamo rischiato di più, giocato maluccio e sotto ritmo e la partita l'abbiamo sistemata grazie alle qualità di alcune individualità. Il motivo sta nella deludente prestazione di Maksimovic, Zielinski, Diawara (in tre fanno 15), a cui si aggiunge pure la non brillantezza di Mertens, il periodo così e così di Hamsik, l’errore di Reina e le basse percentuali sottoporta di Milik. 

Milik: Si è rotto. L’altro ginocchio. Auguri e buona fortuna. Nel frattempo, sfortunato e impreciso, spreca due occasioni da gol. La differenza nei principali campionati è tutta lì: le poche occasioni bisogna sfruttarle. 

Reina e Rog: il secondo, tra quelli di centrocampo, ha il minor minutaggio. Non solo le caratteristiche tecniche, ma anche indugiare sempre negli stessi errori lo rende una soluzione poco praticabile: la sua foga agonistica si traduce spesso in una ammonizione immediata e lo obnubila: ieri neanche il tempo di entrare e un fallo stupido al limite dell’area. Reina (5) non può prendere gol sul suo palo, un tiro a mezza altezza, anche se la Spal piazza altre due barriere, una di 4 e un’altra di 3, per nascondergli la palla. 

Ghoulam: con Allan (7) il migliore in questo scorcio di stagione. Parte dalla sua metà campo, accelera per saltare il primo, sterza per evitare secondo e terzo e la piazza nell’angolino di destro, che non è il suo piede. Con il suo, aveva già calibrato un cross tagliente per la testa di Callejon per il raddoppio. Il migliore in campo che significa otto scritto in lettere. 

Sesta di andata del campionato. Spal - Napoli 2 a 3

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 12:04, , links to this post


Lazio - Napoli, basta un tempo



Primo tempo: equilibrato, noi teniamo palla sterilmente giocando sotto ritmo, la Lazio è ben disposta e sa chiudere le linee di passaggio lasciandoci impostare con Koulibaly e ripartendo con Immobile che tenta di infilare la nostra difesa alta. Due occasioni e in entrambe chiude Reina, da quel che si vede dalle immagini: sulla palla. Il gol è il frutto di una serie di nostri errori, giustamente puniti da una bella azione di Immobile che serve a De Vrij il gol del vantaggio. In successione: il calcio d’angolo scaturisce da un errore di Albiol, siamo in possesso palla e può darla agevolmente a Reina; sulla battuta laziale Hamsik prende il palo sbagliato, Callejon, in compagnia del solo Jorginho, preso dalla frenesia perde palla in uscita allungandosela, Allan fa girare Immobile troppo facilmente, Koulibaly cerca di far allargare l’attaccante napoletano ma si fa saltare confidando nel suo strapotere fisico.
Dopo il tiro di Insigne, il Napoli ha due occasioni per pareggiarla: Hamsik prende il palo, Callejon, in sospetto fuorigioco, a lato su intervento di Strakosha. 

Jorginho: il migliore in campo, se nel primo tempo è coperto da Immobile e Luis Alberto, e il Napoli gioca sotto ritmo e sbaglia troppo in fase di costruzione del gioco, nel secondo l’italo-brasiliano (7+) fa girare palla e squadra a dovere. Dopo una finta che sembrava Xavi che imitava Iniesta serve ad Hamsik che di prima appoggia su Callejon il raddoppio. Dopo pochi minuti lancia Mertens per il terzo gol. 

Mertens: dopo aver visto e rivisto su youtube il gol di Maradona ad Orsi gli rende omaggio. Otto per il gol che è sinonimo di calcio. 

Inzaghi Simone: al di là della sfortuna e degli infortuni, la Lazio, ad una certa distanza dal Napoli, ha giocato l’anno scorso e lo sta facendo quest’anno il miglior calcio d’Italia mettendo in mostra anche individualità molto interessanti: vedi Luis Alberto e Milinkovic, tra gli altri. 

Quinta di andata del campionato. Lazio - Napoli 1 a 4.

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 11:23, , links to this post


Napoli - Benevento, un allenamento che vale 3 punti

Dries Mertens


Campionato a 20 squadre: bah. Sarri tra gli ultimi a dirlo: il calendario sarebbe meno fitto, si potrebbero preparare meglio le partite, probabilmente saremmo più competitivi nei tornei europei, cambiare si può e si deve. Non basterebbe: una migliore redistribuzione economica che dia qualcosa in più alle neopromosse per rendere il nostro campionato più equilibrato sarebbe auspicabile: la partita di ieri che senso ha? 

Ghoulam: due assist, uno a Insigne e l’altro a Callejon. Ormai è uno schema acquisito come il taglio dello spagnolo alle spalle del difensore sul secondo palo. Con Allan e Mertens, l’algerino è il migliore degli azzurri in questo scorcio di campionato. 

Mertens: sì, lo abbiamo già detto, il più cattivo, sportivamente parlando, è lui. Il terzo gol è cazzimma: mentre lo stadio e mister Sarri gridano Marek, lui, se ne fotte, e mette la palla in rete. Per perdonarlo, basta il primo gol con citazione a Nureyev. 

Allan: secondo classificato nella classifica della cattiveria: guardate come esulta sul gol e come si dispiace sulla sostituzione, tanto che Sarri gli dice due paroline all’orecchio: respira. 

Insigne: un gol, con piroetta e tocco soffice, e un assist all’Étoile belga. E poi finalmente un po’ di riposo.

Hamsik: meglio.

Ounas: benvenuto. Piedi buoni, ma ancora tanto da imparare, deve ancora amalgamarsi con la squadra. 

Pieds à terre: dopo questo allenamento che vale 3 punti, bastano questi quindi niente voti, il campionato riprenderà mercoledì con un test interessante con la Lazio: in ogni caso i campionati si vincono alla fine, è bene ricordarcelo tutti. 

Quarta di andata del Campionato. Napoli - Benevento 6 a 0.

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 09:37, , links to this post






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