Quando le bufale morirono in un sol giorno

Centrale nucleare di Sessa Aurunca (CE)


“Non è sufficiente togliere l'arma atomica dalle mani dei militari, va messa nelle mani di coloro che sanno adattarla alle arti della pace.”
Eisenhower, 1953

Postumi di guerra fredda: l’idea nucleare perde terreno nei piani militari mentre guadagna spazio nelle dinamiche della rinascita economica e dell’indipendenza energetica. Nuove centrali nucleari sorgono ovunque, sparse per l’Europa, pronte ad asservire le logiche dello sviluppo.
In Italia, tra le altre, viene attivata le centrale di Sessa Aurunca, nel Garigliano.
Poi vennero gli incidenti: Three Mile Island nel 1979 e Černobyl' nel 1986, solo per citare i più famosi. E da lì la storia del nucleare cambiò un po’.
La centrale elettronucleare di Sessa Aurunca vede luce nel 1964, per mano di una compartecipata di Finmeccanica, con tecnologia fornita dalla General Electric. Acquisita in seguito da Enel.
Costo di produzione: 40 milioni di dollari di allora.
Nella sua breve (?) vita, il reattore del Garigliano, basato su una configurazione impiantistica eccessivamente complicata (presto abbandonata dalla stessa General Electric), ebbe un funzionamento discontinuo. Si sono registrati 18 incidenti, finché nel 1978 venne fermato a causa di un guasto tecnico a un generatore di vapore secondario. Considerato il costo dell'intervento di sostituzione, nel 1982 l'Enel (subentrata successivamente nell’affare) decise di non riavviare più la centrale, in considerazione della breve vita residua dell'impianto. 18 incidenti totali a partire dal 1963: ai comuni limitrofi arrivò segnalazione solo nel 1980 (anno in cui si verificò il più grosso sisma dell’epoca nel territorio campano.
Mauro Cristaldi, docente di anatomia comparata all’Università La Sapienza di Roma, sostiene: “Se anche non volessimo usare i toni della catastrofe gli effetti nefasti registrati nell’area sono innegabili e sufficientemente documentati”.
Nessuno però ne parla a sufficienza e, salvo le associazioni ambientaliste e i comitati locali, gli organi competenti boccheggiano. Nel 1983 una lettera presumibilmente firmata da un tecnico dell’Enea, fu fatta recapitare ad un avvocato di Formia per via inusuale, senza nessuno scritto di accompagnamento e del tutto anonima. Nella lettera, che avrebbe dovuto circolare solo all’interno delle strutture preposte, si faceva riferimento alla necessità di considerare con attenzione lo stato di salute di quei 1.700 km2 di mare compresi tra il Volturno ed il Circeo e nei quali si sarebbe nel frattempo registrato un preoccupante livello di contaminazione da Cesio-137 e Cobalto-60, tale da riconsiderare i rischi di balneazione, di inquinamento dei fondali e la sospetta tossicità di prodotti ittici e mitili. L’avvocato, dopo aver resi noti i dati, fu querelato per diffamazione, ma in seguito definitivamente assolto.
Si racconta che a seguito di uno degli incidenti della centrale, morirono tutte le bufale della zona in sol giorno. Si è calcolato invece il dato relativo alle malformazioni genetiche registrate sui neonati (19,57 % nel 1984) presso l’Usl Latina-6 di Formia. Scenario reso ancora più greve dai dati Istat (rilevazione 1972-78) sulla mortalità per tumore e leucemia nella piana del Garigliano, spaventosamente attestato sul 44,48% contro una media italiana di poco superiore al 7%.

Černobyl', 2006. Copyright di Robert Knoth

Poi arrivò il 1986 e Černobyl'.
Poi arrivò il 1987 e il referendum: poco meno di 30 milioni d’italiani (il 65% degli aventi diritto) votò contro il nucleare e la sua applicazione sul nostro territorio.
Da quel momento vennero intraprese misure finalizzate al disimpegno dal nucleare, compreso l’avvio del decommissioning per gli impianti in funzione. Il lavoro (su tutto il territorio nazionale) venne affidato alla Sogin, partecipata dello stato, finanziata principalmente dalla componente degli oneri generali del sistema elettrico italiano presente nelle bollette elettriche.




"A pensare male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca."
Giulio Andreotti

Qual è la situazione attuale?
L’attuale governo italiano rilancia il nucleare, in tempi di guerra e rivolte in Nord Africa, in nome dell’indipendenza energetica. La conferenza Stato-Regioni sancisce che saranno solo le regioni favorevoli alla causa ad essere individuate come siti utili per l’impianto di nuove centrali: la Campania è una di quelle.
L’attuale governatore della regione Campania è Stefano Caldoro, ma a tessere le fila della politica campana in chiave nazionale è Nicola Cosentino, coordinatore regionale del partito, natio di Casal di Principe, già coinvolto nella questione dello sversamento di rifiuti tossici e accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Al comune di Sessa Aurunca e alla provincia di Caserta sono stati stanziati 3 milioni e 600 mila euro come compensazione ambientale, per gli anni 2004-2006. Come sono stati utilizzati questi soldi non è dato sapere.
Nel frattempo, a più di 30 anni dalla dismissione, nella centrale di Sessa Aurunca giacciono ancora 2500 mc di scorie radioattive a varia attività, che la Sogin avrebbe dovuto trattare e destinare ai siti di stoccaggio nazionale.


Fukushima, 2011.

Poi venne il 2011 e Fukushima.
Poi verrà giugno e un nuovo referendum: il 12 e 13 giugno si voterà per l’abrogazione del decreto legge del 25 giugno 2008 (poi convertito in legge con modifiche successive) che riguarda le “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria”. In poche parole si voterà a favore o contro il nucleare. Perché il responso delle urne sia valido, si dovrà raggiungere il quorum (evenienza che da 15 anni non si raggiunge in Italia): io il 12 o 13 giugno farò il mio dovere, nonostante il bel tempo e la possibilità di andare al mare. Io il 12 o 13 giugno andrò a votare e voterò SI, perché la gestione del nucleare non può essere affidate nelle mani di chi ha gestito la questione rifiuti in Campania, perché gli italiani hanno già detto NO nel 1987, perché il plutonio ha un’emivita di 25000 anni, perché una volta avviata la fusione nucleare (quello che succede normalmente all’interno del sole) non si può fare altro che restare a guardare la natura e l’uomo morire.

Roberto Erro
a

Etichette:

posted by Mauro Erro @ 00:12,

3 Comments:

At 11 aprile 2011 11:34, Anonymous Armando Castagno said...

Chiedo scusa se la domanda è stupida, non sono un tecnico e non ho nozioni di chimica. La zona in questione è terra da vino; ci sono molte aziende, anche di ottimo conio, nel distretto. Ritieni/si ritiene possibile una contaminazione nelle uve? E' stata effettuata, che tu sappia, qualche misurazione? Grazie di una cortese risposta a chiunque intenda darmela.

 
At 11 aprile 2011 14:05, Anonymous Roberto Erro said...

non credo esistano studi specifici in merito. Teoricamente però, è possibile: nel momento in cui si contaminano le falde acquifere è possibile che si contaminino le uve

 
At 16 aprile 2011 08:05, Anonymous Anonimo said...

resistere.
attivamente o passivamente ma resistere.
non c'è un cazzo da fare in questo momento triste, tristissimo, della storia di questo paese che resistere.
gp

 

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home






Pubblicità su questo sito