La tendenza: Piccole Vigne il gusto della scoperta

da Il Mattino del 8/4/2010

Oltre al Vinitaly, nei giorni della grande kermesse, l'entroterra veneto offrirà altri spunti da bere. Gli eventi collaterali e le manifestazioni alternative come Viniveri (www.viniveri.net) o Vinnatur (www.vinnatur.it) sono ormai divenute un appuntamento fisso per gli appassionati più smaliziati alla ricerca di nuovi piccoli vignaioli. Un bere sapiente, foodfriendly, da un'agricoltura attenta al rispetto dell'ambiente che richiama sempre un maggior numero di consumatori attrati dai temi della biodiversità e dei piccoli produttori artigianali. Folta, ovviamente, la pattuglia campana dei piccoli agricoltori in trasferta. Nanni Copè, innanzitutto, neonata azienda casertana di Giovanni Ascione che presenterà il suo Sabbie di Sopra il Bosco 2008. Vicino c’è Alepa di Paola Riccio, di cui segnaliamo il Riccio Nero. Interessanti i cilentani. Salvatore Magnoni, ad esempio, ex dj delle notti partenopee tornato da una decina d'anni nella sua Rutino. Il suo Primalaterra è un aglianico di sostanza, ma agile, prodotto in pochissimi esemplari: 1000 bottiglie per onorare i garibaldini, tra cui, il suo avo Michele. A Punta Tresino, invece, immersi nello scenario di una riserva naturale, Ida e Mario Corrado dell'azienda agricola San Giovanni sfornano due bianchi da uve Fiano di facile bevibilità, succosi, freschi, fragranti, da godersi questa estate. A qualche chilometro, nella vicina Torchiara, l'azienda Casebianche dei due architetti Elisabetta e Pasquale Mitrano opera da un paio d'anni in regime biologico: ci piace l'Iscadoro, un Bianco Cilento Doc che spicca per veridicità e semplicità. Così come semplici e di prezzo molto invitante sono i due vini Igt Paestum di Casula Vinaria, una piccola azienda di tre giovani periti agrari trentenni. Dal Beneventano, Castelvenere per la precisione, uno spunto interessante di diversità arriva dalla piccola azienda Anna Bosco, una delle prime realtà di questo areale, pochi ettari di vigna e appena diecimila bottiglie della Barbera del Sannio. In Costiera Amalfitana, a Raito, a due passi da Vietri sul Mare, Patrizia Malanga ci propone il suo Ragis, aglianico con un saldo di piedirosso che farà parlare di sé. A Tramonti, mentre alcuni vignaioli come Luigi Reale e Alfonso Arpino di Monte di Grazia lavorano nelle vigne di Tintore dai tralci centenari, l'Azienda San Francesco ci propone la sua Pepella in uvaggio nel suo vino di punta PerEva.

Irpinia. Taurasi, Fiano e Greco: cinque chicche

Ovviamente nell'Irpinia delle grandi Docg non mancano i piccoli vignaioli e tanti bicchieri interessanti. Il Taurasi de Il Cancelliere, sostanzioso calice di aglianico Montemaranese: dalla contrada Iampenne resa celebre dai Molettieri. Dirimpetto, sull'altra sponda della valle del Calore, Luigi Tecce ci regala un Taurasi Poliphemo 2006 di gran stoffa in un'annata non facile. A Taurasi, invece, i Lonardo, sono sempre più una realtà ormai consolidata. Chiudiamo in freschezza con dei bianchi da segnarsi sul taccuino: il Grecomusc' degli stessi Lonardo, vitigno ormai estinto che si conserva solo in questa etichetta. Il Greco di Tufo (annata 2008) di Cantine dell'Angelo, la vera rivelazione di questi ultimi tempi e il Fiano di Avellino 2008 di Ciro Picariello che viene presentato proprio in questi giorni.

Foto 1: Pianta centenaria di Tintore
Foto 2: Starseti a Taurasi

posted by Mauro Erro @ 15:07,

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