10 birre per il 1° Maggio

Festa dei lavoratori, si sa. Concertone a Roma, pure.
Previste nubi sparse e schiarite ed una temperatura massima percepita di 21° a metà giornata.
Come a dire: vestitevi a strati e pronti col k-way perché, nonostante l’eventuale pioggia, alla fine il 1° Maggio è sempre il 1° Maggio. Quest’anno perdiamo una festa perché cade di domenica, ma poco male. Il calendario eventi è fitto fitto e vale la scampagnata a Roma: al solito Concerto si affianca la beatificazione di Giovanni Paolo II, in un week-end da tutto esaurito. Impossibile trovare un b&b libero: per i fortunati che hanno amici dove appoggiarsi e per gli altri che tentano la toccata e fuga in giornata, ecco dieci birre da portarsi dietro, da scolarsi nell’attesa di una metro, del cantante successivo o durante l’omelia a San Pietro.


Concerto del 1° Maggio.
Piazza San Giovanni in Laterano. Uscita metro A: Manzoni o Piazza Re di Roma.

Punk IPA - Brewdog (GB) Versione in lattina e quindi pastorizzata. La versione in bottiglia è più buona, lo so, e la pastorizzazione fa tanto industriale, ma vuoi mettere che uno zainetto pieno di lattine è più leggero e comodo per un concerto? Intanto, è una delle poche birre in lattina che m’azzarderei a comprare. Da bere prima che il concerto abbia inizio.
Tire Bite - Flying Dog (USA) Va giù a secchiate. Scarna nei sapori, ci si ricorda che è birra per la CO2 e per i luppoli (i tedeschi German Perle e Hallertau) che giocano solo di ritorno per un totale di soli 16 gradi IBU. Fresca e mansueta: da bere a grossi sorsi, man mano che il concerto si apre (da Finardi ai Modena City Ramblers).
Surfin Hop - Toccalmatto (ITA) IPA in versione Imperial per il birrificio romagnolo che già da un po’ si è contraddistinto per l’uso sapiente dei luppoli. Prima nella sua categoria e terza overall al CIBA 2010, con merito: di corpo, amara e aromatica, persistente. Quando il concerto inizia a pompare (Daniele Silvestri, Caparezza e Subsonica).
Yeti Imperial Stout - Great Divide (USA) Una birra con tanta materia e CO2, maestosa, piena, complessa, alcolica. Da bere con un po’ di tempo alle spalle, perché giovane rischia di essere scompostamente esuberante. Nel momento di massimo splendore potrebbe regalare emozioni fortissime in abbinamento all’artista preferito presente in scaletta (Dalla, De Gregori, Gino Paoli e così via). Per me: Ennio Morricone.
Triple XXX - Croce di Malto (ITA) Scelta dalla giuria popolare (quei 5 amici che erano con me allo scorso IBF di Roma). Utilizzo di 3 cereali (orzo, frumento, avena) per una birra che indugia, troppo per i miei gusti, sulla morbidezza. Ma la giuria (i su-citati 5 amici) l’ha eletta come birra preferita del festival (dopo essersi aggiudicata un po’ di premi negli anni precedenti). Avranno ragione loro? Da bere in un momento di mancanza.


Beatificazione di Giovanni Paolo II
Piazza San Pietro. Uscita metro A: Ottaviano. Bus: linee 40, 64.

Bootlegger - Bad Attitude (SW) Una California Common con lieviti da bassa fermentazione che lavorano sotto stress, a 25°. Ottenuta da malti d’orzo e frumento, usa luppoli come Amarillo, Perle e East Kent Golding. Aggiunta di coriandolo e zucchero di canna per una birra, grazie anche a una buona CO2, molto bevibile. Da bere nell’attesa dell’apparizione del papa alla finestra.
Op & Top - De Molen (NL) Una Bitter Ale che trova la sintesi dei luppoli utilizzati: amaro (premiant), agrumi, floreale e speziato (Cascade e Amarillo). Beva scorrevole e compulsiva. Da bere per iniziare l’esperienza mistica di comunione.
Saltafoss - Birrificio Lambrate (ITA) Tripel complessa dal sorso soddisfacente. Tanti sentori dolci e fruttati, da malto (Pilsner, SpecialB, Caramunich) e lieviti, bilanciati egregiamente dall’unico luppolo utilizzato (Centennial). Speziata e leggermente amarognola in un finale asciutto e pulito. Da bere tra una sacra scrittura e l’altra.
Westmalle Tripel (BEL) Non c’è bisogno di presentazioni per la birra dei monaci trappisti di Westmalle, nella provincia di Anversa. La prova che Dio esiste (e in fondo in fondo, ci vuole bene). Da bere nel momento di massima santità.
Fear - Brewfirst (ITA) Milk Stout corroborante, pulita, alquanto beverina. Il parco dei malti (Maris Otter, Crystal, Chocolate, Pale chocolate, Wheat, Oat, Monaco, Vienna) dona corpo e morbidezza insieme all’aggiunta di lattosio, mentre le fave di cacao fanno il resto, oltre la tostatura e i luppoli utilizzati (Magnum, Styrian Golding). Da bere alla fine della lunga giornata, in pace col signore Dio nostro.

Io, dovendo scegliere, opto per la buona musica e la luppolata Surfin Hop, ma giusto perché Wojtyla è già santo nel mio cuore. Ma non è da escludere che nel massimo momento estatico che riserverà il concerto, possa concedermi una Westmalle tripel.
In attesa di domenica sono benvenute valide alternative.
A margine: a ciascuno il suo (santo e birrificio). Prosit.

Roberto Erro

PS: per chi è nella capitale già da sabato, due valide alternative per la serata: ma che siete venuti a fa’ e la Brasserie 4:20.
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posted by Mauro Erro @ 13:50,

2 Comments:

At 30 aprile 2011 07:55, Anonymous Anonimo said...

http://www.brewdog.com/blog-article/punk-ipa-in-a-can
"We will be sending the beer down all ready to package, to the same very lightly filtered specification we use on our bottled and kegged beers. We will also be bypassing the pasturization part of the process meaning the beer in the can will be not pasturized and only very lightly filtered leaving all the amazing hoppy flavour to explode out of the can at you when your crack it open!"

 
At 30 aprile 2011 15:00, Anonymous Roberto Erro said...

grazie per la correzione: si diceva che il produttore di lattine abbia "suggerito" ai tipi di Brewdog di pastorizzare la birra per assicurarne la tenuta.

 

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