Wine experience: Vini dell'altro mondo: Tunisia

Certo è strano che un paese musulmano dove è proibito un po' dappertutto servire alcolici sia anche produttore di vino. Tanto strano non è se si pensa alla colonizzazione francese. Le condizioni climatiche della Tunisia non differiscono di molto da quelle della Sicilia. Mi sono già occupato di vini tunisini tra i quali quelli della siciliana Caltrasi qui prodotti con il marchio Selian. Sono sicuramente i più cari ma probabilmente anche tra i meglio riusciti e più affidabili. In questa mia nuova trasferta in Tunisia sono tornato su dei classici. Il Muscat sec di Kelibia, profumato il giusto, senza eccessi, fresco e snello al palato. Il frutto semplice e rosato del Gris de Tunisie; quello dallo stile e dal colore più old-fashioned, il Princesse Elissa, appelation Magon, di Chateu St.Augustin. Ed, infine, l'immancabile, sopravvalutatissmo e burrosissimo, Chardonnay (anche se devo dire che al palato scorreva piuttosto diluito senza far danno). Cous cous come se piovesse.
Salem aleikum ("la Pace sia con te").

Fabio Cimmino (quello con il vestito chiaro - e senza orecchie giganti - in un recente sopralluogo)

posted by Mauro Erro @ 11:15,

1 Comments:

At 30 giugno 2010 12:46, Anonymous Anonimo said...

il moscato di kelibia a meno di 4 euro in aeroporto non è male

 

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