Sogno di un pranzo di mezza estate…ossia stravolgimento di un cous cous!

Il cous cous per me è zia Enzina e il suo: Talia, che voglia di mangiari ‘u cuscuse! Per lei trapiantata da Trapani a Mozzarellandia il “cuscuse” era un ricordo straziante, per me, bambina, qualcosa di incomprensibile. Mia madre e le sue sorelle, figlie di Trapanesi, il cous cous o cuscus non l’hanno mai imparato a fare, anzi cresciute nel paese della mozzarella, non volevano nemmeno mangiarlo da bambine al punto che la loro madre, la mia nonna, per farglielo mangiare lo condiva con zucchero e cannella. Un giorno io però in Sicilia ci sono andata, e l’ho guardato fare il cuscus. Quando al mio ritorno ho raccontato di aver visto la zia Giovanna “ncucciari la semola” e riempire gli spifferi della “cuscusèra” con pasta di pane, lacrime silenziose hanno rigato il viso di mia madre e ho capito quanto anche lei avesse gelosamente conservato quel ricordo trapanese!
La zia Giovanna versava in una bacinella di terracotta ampia e dai bordi alti la semola poco per volta, contemporaneamente si bagnava la mano destra in acqua condita con sale e pepe, e piano piano cominciava a lavorare la semola, creando un movimento rotatorio (ncucciari la semola) per formare delle piccole palline. Lei aggiungeva acqua e rotava, rotava e faceva le palline sempre più piccole, piccolissime, continuando questo movimento seducente per un tempo che mi sembrò infinito. Poi arrivò la cuscusèra e la cottura al vapore e il cordone di pasta per coprire gli spifferi, e poi venne il pranzo, e poi il ricordo del ferragosto più bello della mia vita…
Eccomi invece qui seduta alla tastiera a raccontarvi la mia recente esperienza col cuscus…Vi avverto, io continuo, ma per voi ci sarà un brusco risveglio dal movimento ipnotizzante della zia Giovanna. Siete pronti? Bene, dimenticate tutto quello che ho scritto finora e tornate alle vostre case, alla pioggia friccicarella di questi giorni e ai supermercati. Svegli? Ok.
Se volevate burghul per farne una bella insalata, ma ahimè non l’avete trovato, comprate una bella confezione di couscous (perché qui è scritto così sulle etichette, non cuscus o cuscuse) precotto, magari biologico che vi fa sentire psicologicamente più a posto, e fate come ho fatto io:

Ingredienti per il cous cous

250 gr di cous cous
5 cucchiai di olio di oliva
Sale

Ingredienti per il condimento

2 melanzane lunghe
2 zucchine
2 carote
4 pomodori maturi
1 cipolla piccola
6 foglie di menta
Una manciata di prezzemolo
Il succo di un limone
Olio
Sale & Pepe

Mettete in un contenitore il cous cous e 3 cucchiai di olio. Amalgamate il tutto con una forchetta in modo da distribuire uniformemente l’olio. Nel frattempo portate ad ebollizione ¼ di litro d’acqua in una pentola (se usate quella antiaderente è meglio, io non l’ho fatto e ne ho pagato le conseguenze!). Salate e versate il cous cous, spegnete la fiamma, coprite e lasciate riposare per qualche minuto. Aggiungete altri due cucchiai di olio e riprendete la cottura per altri tre minuti, sgranando continuamente con la forchetta. Lasciate raffreddare a coperchio chiuso per 8/10 minuti. Frattanto avrete tagliato le zucchine e le melanzane a dadini piccolissimi e messi a cuocere in una pentola a vapore. Mentre il cous cous riposa, tagliate la cipolla a fettine sottilissime, i pomodori a dadini ma non troppo piccoli, triturate menta e prezzemolo, e spremete il limone. Versate il cous cous in una ciotola, aggiungete i dadi di pomodoro, la cipolla tagliata, la menta, il prezzemolo, il succo di limone e un po’ d’olio d’oliva se vi va. Amalgamate il tutto e lasciate riposare. Intanto mettete a scaldare in una padella un filo d’olio, versateci le melanzane, le zucchine e le carote grattugiate. Fate saltare per pochissimi minuti e aggiustate di sale e pepe. Versate il composto nella ciotola e girate. Fate insaporire per una mezz’oretta prima di mangiarlo.

Questo non ha niente a che vedere con zia Giovanna che il cuscus me l’ha fatto mangiare con il pesce e il brodo di pesce…ma se avete voglia di qualcosa di fresco, avete fame e poco tempo a disposizione, potete sempre ovviare su una soluzione del genere, per il cuscuse di zia Enzina può solo aiutarci qualche amico di buona volontà e di buon braccio…oppure la Sicilia!


Adele Chiagano

posted by Mauro Erro @ 08:42,

5 Comments:

At 24 giugno 2009 10:01, Blogger Lucio said...

Il cous cous l'ho visto preparare da un amico algerino, molti anni fa, intorno al 94 o 95. A me sembrava bellissimo ma lui sosteneva che fosse troppo grosso e sua nonna, invece, faceva i granelli grandi la metà!
Quando gli ho detto del cous cous di pesce cadde dalle nuvole perché non lo conosceva se non con la carne, con le verdure o con il miele, come dessert. Disse che forse era una preparazione tunisina o di qualche posto sulla costa...comunque la tua ricetta sembra molto buona. Gnam.

 
At 24 giugno 2009 11:35, Blogger violacea said...

Solo in Sicilia lo fanno col pesce e col brodo di pesce. Il cous cous è l'alimento tradizionale di tutto il nord africa, solitamente accompagna la carne in umido e/o verdure bollite e in Tunisia può essere reso piccante con la harissa.Mia nonna lo faceva come "zia Giovanna" e mia madre lo ricorda così. Diversamente non l'ho mai mangiato...

 
At 24 giugno 2009 13:44, Anonymous Luciano Pignataro said...

In effetti uno dei motivi per cui non sono mussulmano è che a Casablanca dovetti mangiare il tajin (cous cous stufato in creta) senza il Greco Selvetelle
:-((

 
At 24 giugno 2009 14:17, Blogger violacea said...

allora è meglio mangiarlo in Sicilia, anche se lì, al posto del greco Selvetelle ti offrono un Alcamo bianco...:)

 
At 26 giugno 2009 14:05, Anonymous Anonimo said...

Io nonostante l'abbia mangiato sia in Tunisia che in Marocco, il più buono (come spesso accade, nemo profeta in patria) l'ho provato in un ristorante a Parigi.

Le Pré Vert
49, Rue Moulinet
75013 Paris, France
01 45 80 97 64‎

fabio c.

 

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