Tramonti bianco 2005, Monte di Grazia

Da uve Pepella, Ginestra e Bianca tenera coltivate su viti a piede franco, da terreni “formatisi nel corso di numerose eruzioni del Vesuvio, contenenti turece, che è composta da sabbia e cenere lapillo, e terra vulpegna, che è un terreno argilloso (del colore del manto della volpe)”, nasce questo bianco affascinante che oggi si rivela quasi inaspettato nella sua evoluzione. Un’evoluzione che ci regala un vino dal colore dorato scarico ricco di suggestioni minerali, sensazioni muschiate, leggeri, ma presenti rimandi floreali e fruttati e sensazioni mediterranee. Al palato si rivela nella sua struttura, deciso, sostenuto da questa mineralità fascinosa accompagnata da una discreta acidità, ma soprattutto da una sapidità notevole che mi ricorda i Vouvray di Huet da Chenin Blanc. Cazzuto. Guns N’Roses.

posted by Mauro Erro @ 11:07,

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