La casa

foto di Monica Vegliante


Sulla cresta più alta della collina Montedoro, al bordo di un bosco che la protegge su due lati, solitaria. Occorre attraversare il centro storico, superare il Castello Colonna, la Badia normanna di San Pietro alli marmi e continuare per tornanti sempre più stretti tra roccia e arbusti, ornielli, frutici di lentisco, ciuffi di rosmarino, salsapariglia e lavanda, ginepro e mirto e borraggine fino in cima. Alle spalle, sopra le folte chiome delle robinie e dei lecci, il contrafforte del Raione. Innanzi vi è il giardino, il tronco chiaro e maculato di una paulonia - piantata quando fu costruita la casa, ora la supera in altezza - e le fronde piangenti di due falso pepe; di là dei rovi fitti di more, gli ulivi e le ginestre, si aggrumano le case e le serre sulla piana del Sele e acceca, vasto, lo specchio di mare chiuso dalla linea lattiginosa e vacillante dell’orizzonte che schiarisce in un cielo pastello: davanti punta Campanella si vedono i faraglioni capresi, e fino a punta Licosa s’apre il golfo di Salerno. 

[prove tecniche di rubrica: #tuttoasolomille #shortstories]

posted by Mauro Erro @ 12:30,

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