I distratti di Juventus - Napoli

Marko Rog


Non capisco certi atteggiamenti scomposti del Napoli - calciatori, tifosi, società - dopo le sconfitte recenti con Real e Juve, diversi da quel che ho visto dopo la partita con l’Atalanta, con i tifosi a incitare la squadra. Come se quella con i bergamaschi contasse meno, eppure delle tre è l’unica non più recuperabile. Come se fosse più importante vincere una battaglia compiendo l’eroica impresa, lucidandosi l’ego per i prossimi trent’anni, che non lottare per vincere la guerra, sportiva. 

Non capisco certi atteggiamenti perché se ci sentiamo così belli e forti, allora non dovremmo aver alcun dubbio sulle possibilità di rifilare un 2 a 0 a Real e Juve al ritorno. Potremmo chiudere qualsiasi discussione dicendo semplicemente: a Napoli e al San Paolo pure ci dovete venire

Non capisco perché nelle sconfitte perdiamo il tempo sfogandoci su un capro espiatorio senza imparare niente dai nostri errori. Una volta dietro le dichiarazioni del presidente, un’altra sulla prestazione dell’arbitro. In realtà a Madrid abbiamo perso perché metà squadra non è scesa in campo, ieri perché prima degli eventuali errori di Valeri, ne abbiamo commessi noi tre imperdonabili, comportamenti da squadretta di serie inferiore e non da grande squadra. 

Dopo un primo tempo bruttino e tattico, in cui la Juve ci studia e riparte, e il Napoli fa possesso palla, in cui l’unica azione che genera stupore è quella del nostro primo gol (Calle forse in fuorigioco millimetrico), la Juve ritorna in campo incazzata e tosta, noi leggerini (abbiamo mai tirato in porta?). Il primo gol arriva da una rimessa laterale che scavalca Albiol (5). E la palla l’avevamo noi, regalata malamente da Maggio (6 meno un quarto). Il secondo arriva perché non solo Strinic (5 meno un quarto) non sale tenendo la linea, in quel caso, se nessuno la tocca, Higuain è in posizione di fuorigioco, ma ci si mette pure Reina (6) che va a vuoto dopo un tocco di Koulibaly (6 meno un quarto). A porta vuota è tutto molto più semplice. Il terzo arriva da una ripartenza dopo un nostro calcio d’angolo, lasciamo praterie a due come Dybala e Cuadrado che si fanno 60 metri di corsa, praticamente solitaria. Una squadra non può commettere tre errori così e pensare di strappare un pareggio o vincere la partita a Torino. Può succedere anche a una grande squadra di sbagliare, ma una volta ogni tanto e non, come succede a noi, quasi tutte le partite. 

Non capisco l’ennesimo cambio di modulo con un Pavoletti che, ad oggi, non ci spiega perché lo abbiamo comprato. Quando, invece, investiremo su delle valide alternative sugli esterni? Anche per cambiare e variare un po’ il gioco, altrimenti palla a Insigne e lancio per Callejon, telefonata a dir poco. Quando impareremo che in certe partite, con certe squadre, ci verranno a prendere alti e cattivi e noi dobbiamo essere meno frivoli? Bravo Rog (6 e mezzo), ha ancora da imparare ma ci mette dinamismo, cattiveria agonistica pur non essendo un corazziere e qualche buon tocco. Molti dovrebbero imparare da lui, dalla fame, e dalla volontà di aiutare la squadra. 

Ah, sì, neanche io ho capito Valeri e i suoi collaboratori, e la cosa peggiore è che, evidentemente, non abbiamo ricambi e giovani capaci di sostituire gente come Rocchi, il quarto uomo, ma tant’è: pigliarsela troppo con loro sarebbe ingiusto. Un po’ sono incapaci, un po’ sudditi: in Italia, in ogni campo e nonostante ciò che si dica, sono in pessima ma affollata compagnia.

Semifinale di andata di Coppa Italia. Juventus - Napoli 3 a 1 

[prove tecniche di rubrica di un tifoso anglo-napoletano: Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 09:22,

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