La gioia dell’abbondanza: Bologna - Napoli



Well. 
Che vuoi aggiungere dopo un 7 a 1 in trasferta? Una partita divertente anche per merito di un arbitro mediocre che la condiziona dopo il secco 0 - 2 dei primi sei minuti. Ci prendiamo la rivincita a Bologna, recentemente amara per noi. Voti altissimi per tutti: spiccano il capitano, nostro capitano, Marek Hamsik, che si è fatto ormai istituzione, storia e leggenda del Calcio Napoli, nonostante in curva fino a poco fa ci fosse chi ancora mugugnava, talvolta. Dries Mertens, capocannoniere, stamane. Lorenzo Insigne, forse sarà la condizione migliore, sempre più lucido nelle scelte. Pepe Reina, che sarà pure guascone fuori, ma in campo è la controfigura del capitano, sempre misurato nei comportamenti, sia quando è decisivo, sia quando sbaglia e sa incassarle come un pugile consumato senza farsi mettere all’angolo dalla critica. E ancora Zielinski, sempre più un gioiellino, Albiol che è una certezza, ma tutti, meno Calle ovvio, meritano i nostri applausi. Non potendo aggiungere molto alla partita posso concedermi lo svolazzo, e ho ripensato alla bella intervista rilasciata da Sarri a Condò su Sky. Sì, forse il Napoli di Sarri si può spiegare nella contrapposizione tra gioia e tristezza, e nella vittoria della prima puoi darti ragione di tutti i record che sta infrangendo, meno uno. E sarà un caso, al di là di talune scelte tecniche, sono andati via da Napoli i calciatori tristi che avevamo. Il lamentoso e incazzato Higuain, l’indolente Gabbiadini. Ah, Manolo Manolo, tiratina di orecchie e complimenti per il tuo primo gol inglese. Ma alla tua età c’è tanto ancora da imparare, e la doppia esperienza con Benitez e Sarri è stata una scuola che non capita a tutti. Quindi si dice grazie e basta. Non so, probabilmente al centravanti del Napoli, chiunque sia, mancherà sempre la completa certezza e identità del ruolo: quello del bomber, del front man alla guida del gruppo, almeno nell’iconografia. Meglio averli giocatori come Higuain e Mertens, ma se si agogna quel ruolo che per brevità definisco maradoniano, si finisce nell'impastarsi nella frustrazione e nella tristezza. Sarri dimostra che tutti sono utili, nessuno indispensabile nel suo gioco: la più alta espressione che si possa dare del calcio, che è gioco di squadra e non individuale. Ci si affeziona ai campioni, ci si identifica in essi, sogniamo la rovesciata, ma nella storia del calcio rimangono anche le squadre che hanno segnato un passo in avanti nello sviluppo del gioco come l’Olanda di Cruijff, il Milan di Sacchi e il Barcellona di Guardiola*. C’è una grossa fregatura spesso nell’animo umano, l’incapacità di godersi il presente per le aspettative che si ripongono nel futuro, e non mi va di commettere questa stupida leggerezza. Per cui, grazie Napoli, grazie a tutti. 

Ventitreesima di campionato.  Bologna - Napoli 1 a 7

[prove tecniche di rubrica di un tifoso anglo-napoletano: Il deserto dei leoni]

*Conosco meno il primo, e rispetto agli altri due che hanno vinto tutto, se parliamo di gioco, il Napoli attacca la profondità ad una velocità doppia.

posted by Mauro Erro @ 10:24,

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