Mah. O di Napoli - Dinamo Kiev



Fossi Beppe Viola scriverei di un’altra partita e non dello 0 a 0 scialbo e noioso di ieri da cui consegue solo una nottata insonne affollata di interrogativi, conclusa all’alba con un rassegnato e non del tutto convinto: capita. Sì, capita, e capitava anche l’anno scorso, partite così, spesso decisive, talvolta risolte da un coniglio tirato fuori dal cilindro di Higuain. Visto che non ci sono particolari ragioni di servizio che mi obbligano a straparlare, a trovare le mille ragioni e le colpe, tra le quali bisogna annotare il ruolo chiave avuto dalla middle-class del Midwest, e non certo quello degli italiani all’estero, è solo un 5% del possesso palla e poi dipende, il tutto sarà vagliato dai tanti giudici di Cassazione che emettono sentenze ogni sei ore ma deperibili in tre giorni, potrei chiuderla qui con uno sconsolato: mah. 
Ma il dolore si lenisce anche condividendolo e senza pretesa alcuna di sistemazione, riporto di seguito una traccia, una delle tante, delle domande, dei pensieri, delle inquietudini notturne. 

Gambe o testa? Forse entrambe? Può essere. Ma come può essere? E non era la squadra giovane? Ventenni già sazi? Senza il sangue agli occhi? E preferisco avere un sano partito di pensionati rappresentativi della nostra società. Tipo: togli Dani Alves e metti Evrà. Vabbè, come ha detto il mister: giovani o meno, l’importante è che siano forti. E quelli sono forti, poche chiacchiere. Il problema è che noi li teniamo contati: sono 14, 15 se la Madonna di Pompei ci accompagna. I cambi li potrebbe fare pure la signora Pina del terzo piano che in casa non ha nulla di sferico. A proposito, mi chiedo quanto sia un paradosso in questo paese aver dato mandato della costruzione ad un giovane guineano 19enne. Certo, quando prima avevamo lo svizzero Inler non è che fosse tutto un fiorire di banche e soldi acquattati, ma se viene meno la forza prorompente dei giovani paesi dell’Est, vedi Hamsik, statte buono, nessuna idea, l’Europa è affare complicato, e pure nel nostro non stiamo messi bene. Ma che cazzo sto dicendo? Sono le quattro. Uè Gabbiadini è vivo. Zielinski invece non strappa. Si dice così adesso, no? Strappare. Ecco, il Napoli talvolta pare un poco strappato. Certo ad averci una punta, che sia argentina o polacca, che accorciando ricuce, tutto è più facile. Ora si capisce perché Jorginho faceva tutti quei passaggi, come fosse un ragno con la sua tela, afferava i bordi della coperta tenendola stretta, invece adesso è corta: e infatti tengo i piedi freddi. Si sono fatte le 5. Che è più o meno quanto ci meritiamo oggi. E meno male che è tornato Albiol, che poi uno si credeva che avevamo fatto lo squadrone comprando Maksimovic e Tonelli. Vabbè, questa è cazzimma perché non piglio sonno. Che poi chi ‘o sape dove è finita la cazzimma che questa squadra non ha mai avuto. Niente, mai una certezza, stu cazz’ e pallone. 

Quinta di Champions. Napoli - Dinoamo Kiev 0 a 0

[prove tecniche di rubrica di un tifoso anglo-napoletano: Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 10:07,

1 Comments:

At 24 novembre 2016 alle ore 12:17, Anonymous Anonimo said...

Grande Maurino!!!

ClaudioT

 

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