Chateau de Pibarnon, verticale in rosso di 8 annate: istruzioni per l’uso

Chateau de Pibarnon, veduta aerea delle vigne

1) In una verticale di 8 annate di questo celebre rosso provenzale - Bandol, mourvèdre 90% e grenache 10% - dalla 2004 alla 2012, e ad eccezione della 2007 non degustata, come si casca si casca bene. Tutte ampiamente sopra la sufficienza. Mettendo in fila interpretazione, disegno, godibilità, capacità d’invecchiamento e prezzo*, è uno dei grandi rossi mondiali ad un costo invitante. 

2) È un vino di media-lunga gittata pur non essendo inavvicinabile nei primi anni: caravaggesco, chiaroscurale, terroso, fitto di spezie, balena lampi di balsami, resine e fiori blu, una nota salmastra che può essere acciugosa, erbe aromatiche - origano e timo soprattutto - che sembra Provenza. 

3) Più bocca che naso, che in alcune annate risulta severo e poco concessivo, richiedendo tempo: non manca di corpo, né di spalla alcolica, ma è grazie al contrasto sapido e tannico, tannino presente ma di bella grana ed accuratissima estrazione, che il vino acquisisce prospettiva e profondità gustativa. Doti che lo esaltano a tavola. 

4) In ordine di preferenza: 2005: risolto, compiuto, luminoso, finale disteso. 2006: proporzionato, agile, aromaticamente articolato, appena amaro nl finale. 2004: potente, energico, finale leggermente sotto spirito. 2008 e 2009 ex aequo: entrambi più piccoli nella stazza, lo sono in maniera differente. Più austero e asciutto il primo, più agile e luminoso il secondo. 2010: sembra una gran bella interpretazione. Si farà. 2011: il più grosso e potente della batteria. Tende a rinfrescarsi nelle note aromatiche con l’ossigeno. Tannino un po’ fermo. 2012: troppo presto, ha proporzione, ma anche qualche nota vegetale. 

* Distribuito in Italia da Terroirs Ceretto: intorno ai 45 euro in enoteca, poi via via si sale andando indietro nel tempo.

posted by Mauro Erro @ 12:03,

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