My Way: da Silvio è sempre un amico, il panino ambulante


Intercetto a Bologna il furgoncino ambulante di Silvio mentre si prepara con l’apprendista Matteo la strategia per discendere a Roma nell’anno giubilare. Intanto che appunto queste note al volo, e lui suggerisce, mi porge dei pirožki, panini farciti con cavolo; l’importa direttamente dalla Russia, i cavoli, raccomandandomi di segnalare che è stato il suo amico Vladimir a suggerirgli la piccola azienda produttrice, ovviamente biologica. Addento il panino e lui vocalizza, sul programma c’è scritto: ore 19:00, una voce e una chitarra, intrattenimento a cura della casa. Tra un morso e l’altro gli chiedo del repertorio. Soprattutto francese mi dice, gli anni giovanili di Parigi, e poi canzoni d’amore che ha scritto lui. Per un attimo indossa il basco, canta Jacques Brel e sembra voglia sedurmi. Per fortuna è solo un attimo, mi manca una punta di tette, perché si affaccia all’interno del camioncino e ordina a Betty Boop, soprannome di una giovane 25enne al banco, di prepararsi. Lei balla mentre io canto, afferma sornione, e Betty Boop aggiunge con sorriso malizioso: a lui piace comandare, questa è la verità. Decido allora di incalzarlo con una raffica di domande scomode, manco fossi Alan Friedman.
 - Silvio, allora, gentilmente, mi spiega la formula del successo della sua panineria ambulante che lo ha reso celebre più di chef Rubio
- E' ispirata alla mia vita quella trasmissione, mi dice Silvio, e sono io ad aver suggerito di ingaggiare Rubio. 
Intanto, raccomanda sempre di scrivere, la mia non è una semplice panineria ambulante, ma uno street food che definirei nomade, anche se i miei sondaggisti mi hanno sconsigliato di usare questo termine adesso. Per cui direi una discesa in campo al grido di “Attaccare”. Una cucina cosmopolita, uno dei nostri massimi successi per anni è stato il panino al montone libico con salsa di pomodoro e spezie. Poi abbiamo avuto difficoltà con le importazioni dalla Libia, si è messa di mezzo una società francese poi fallita, ma intanto è una specialità che non abbiamo più. I francesi, diciamoci la verità, sono simpatici fin quando si tratta di canzoni, film, donne e di ristoranti dove servono Champagne, che si scrive con la lettera maiuscola, lo dica a Friedman, e Bordeaux Mouton Rothschild, ma per il resto. Oggi il mio panino preferito, invece, è quello con lo storione grigliato leggermente bagnato in vodka. Ma la nostra, aggiunge subito Silvio, è una cucina che ha anche una forte impronta territoriale, a parte che i panini ce li porta Mariano direttamente da Napoli, ma poi dovrebbe assaggiare quello con il riso allo zafferano
- Capisco Silvio, ma non mi ha detto ancora della formula.
- La formula è semplicissima: ogni cliente può riempirsi il panino con gli ingredienti che vuole. Il costo è sempre lo stesso. 
- Sarebbe il costo? 
- Siamo noi a darle 3 euro. 
- Non ho capito, siete voi che pagate? 
- Si. 
- E  dove ci guadagnate? 
- Be’ tenga presente che vendiamo all’asporto tutti gli ingredienti dei panini, dal broccolo aprilatico di Paternopoli, che in barattolo da 250 grammi netti costa 9 euro, fino allo storione vivo, o se preferisce le diamo le uova, con acquario in prova per 15 giorni. Io sono poi il rappresentante monomandatario dei prodotti stessi che vendiamo e quindi intasco un ulteriore 15% sul fatturato nazionale, anche perché il furgoncino è intestato a mio fratello Paolo che si fa pagare dai produttori la tassa sulla pubblicità per l’esposizione a scaffale. Pubblicità che pagano anche i commercianti attorno alla piazzola dove noi sostiamo; in fondo portiamo un sacco di gente. L’amico Fedele invece gestisce la ditta di import-export dei prodotti. Senza poi contare l’entertainment, gli spettacoli, che partono dalle 17 fino a tarda sera, per i quali si paga un biglietto a parte. D’altronde anche gli anziani devono mangiar qualcosa e intrattenere il tempo, pensi che votano pure. D’inverno, uno dei nostri massimi successi è la rappresentazione dell’Orso nella steppa. Dovrebbe vedere i costumi delle ragazze. 
Silvio mi chiede come sono i panini, e devo dire che non sono poi così male. 
Deve scappare, ma gli porgo un’ultima domanda. 
- Silvio ha ormai un’età, quando si ritirerà definitivamente dalla griglia? 
- Il tempo dell’ultima vittoria, battere McDonald's. 
Poi interdetto mi dice: Federico, ma è il tribunale di Milano o la guida Michelin? 
- No, veramente Rumore bianco. 
- Ah, certo, li seguo sempre, mi saluti caramente Argenziano, Ciriello, Colella ed Erro. Ma, soprattutto, dia un bacio sentito alla Vegliante. 

Voto: moltiplicate per cento, dividete per pochi, aggiungete dieci e replicate per lungo tempo ricordando di separare l’albume dai tuorli. 

[Federico Godio, Rumore Bianco, Radio Shamal, Il libro è servito: My Way, Berlusconi si racconta a Friedman, Rizzoli]  

posted by Mauro Erro @ 20:34,

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