Chianti Classico 2013, I Fabbri



Ore 21, cena sobria, serata cinema. Occorre vino di sottofondo che non ingombri. Che sia subitaneo, fulmineo, e poi accompagni allegramente senza chiedere esclusiva attenzione per sé. Un vino glu glu dicono in alcune zone della Francia. Mi pare renda al suono. Che al primo impatto si reagisca esclamando, buono, con viva soddisfazione, e chiusa lì.
Si procede a nuovo riempimento del calice, distrattamente, mentre con un occhio si guarda allo schermo sprofondati nel divano fino a quando, nuovamente, una mano alla tua destra, tenendo un calice vuoto, ingombra la vista. Gesto minimo di chi ne vuole ancora. Si procede a nuovo riempimento. 
Un vino che non impasti mente, emozioni e lingue, perché vada come vada, seguirà dibattito?, meglio avere la bocca pulita, che schiocca. Sangiovese sia, di Toscana, e stappo uno dei Chianti di Susanna Grassi - Lamole amore mio - sempre più affidabili per chi cerca vini candidi e curati. 

È immediato e spontaneo: mirtilli carnosi, fresche violette che lo ravvivano, soffia delicati balsami, accenna terra e radici. Al sorso c’è diffusione di sapore, in corpo croccante e flessuoso: accoglienza cordiale, espansivo, ha tocco tenero ma opportuno contrasto sapido/acido; nel finale chiude secco senza asciugare. Non ci son abissi in cui perdersi, sarebbe stupido cercarne. 
Sangiovese d’altura affinato in solo cemento: intorno ai 12 euro in enoteca. Io ne ho fatta buona scorta.

posted by Mauro Erro @ 10:10,

3 Comments:

At 12 novembre 2015 12:49, Anonymous Alessandro Marra said...

Che mi dici del Terra di Lamole?

 
At 13 novembre 2015 09:26, Blogger Mauro Erro said...

che mi piace :-)
solitamente più rarefatto e floreale, più sassoso, poi dipende: annata?

 
At 13 novembre 2015 10:17, Anonymous Alessandro Marra said...

Non conoscevo, gran sorpresa il 2011 (almeno per me)

 

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