Fiano di Avellino 2014 e Ciro 906 2013, Ciro Picariello

Ciro Picariello, settembre 2015

In un recente passaggio a Summonte sono andato a trovare Ciro Picariello per assaggiare le nuove annate dei fiano che saranno nei prossimi mesi in commercio; e per dare uno sguardo alle vigne, farsi una chiacchierata e verificare i danni della recente grandinata che segue quella già accaduta alla fine di luglio. 
Il Fiano di Avellino 2014 mi ha piacevolmente meravigliato: pure esprimendo un’annata più nervosa ha sapore e tensione gustativa, chiusura rinfrescante, profumi, ovviamente, ancora inespressi. 
Prima di assaggiare il cru, il Fiano di Avellino Ciro 906, annata 2013, alla sua seconda versione, frutto di una parte della vecchia vigna a Summonte – dove ha sede anche l’azienda – c’è stato un piacevole intermezzo con una bottiglia aperta di 2004, la prima annata, ricordando i vecchi tempi. Mamma che vino, un continuo rincorrersi di profumi terragni, note idrocarburiche e resinose, dal sorso potente e saldo, salato e asciutissimo: quanto durerà ancora? 
Un intermezzo casuale ma fortunato, perché anche la prima annata, la 2004, fu l’unica prodotta con le sole uve di Summonte, fino alla nascita dell’etichetta 906 nel 2012. Le altre, come scritto tante volte, hanno in percentuali differenti anche le uve che provengono dalle nuove vigne che si trovano a Montefredane. 
Scrivo questo per dire che l’assaggio del 906 2013 mi ha lasciato perplesso, come era giusto aspettarsi. Con il tempo mi sono fatto l’idea che Summonte abbia una duplice anima, e penso anche ai vini di Guido Marsella, al netto della personale interpretazione. Che alle vigne più alte della denominazione, arriviamo ai 600 mt., ai terreni più calcarei, al monte Partenio alle spalle determinante per la forte escursione termica, fattori capaci di esaltare la parte più montanara di questi fiano fatta di mineralità sassosa e venature agrumate, faccia da contraltare un lato più mediterraneo fatto di profondi respiri balsamici, erbe mediterranee scure, potenza, talvolta anche glicerica. 
O almeno io questo ci ho trovato nel 906 2013, ancora imbrigliato. E se penso al suo 2004, mi rendo conto che sono vini che richiedono pazienza perché hanno traiettorie che si distendono lunghissime nel tempo.

posted by Mauro Erro @ 10:49,

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