Campi Flegrei, Agnanum: il Vigna delle Volpi raddoppia


Ci sono quelli che la sabbia bianca la cercano in qualche paese tropicale, io rimango a Napoli e vado ad Agnano sulla collina che guarda l’ippodromo, nella vigna di Raffaele Moccia, perché ci trovo più stupore. Sarà che da quassù si vede il Vesuvio oltre la cresta della collina vomerese, i monti Lattari più in là, poi il mare e Capri, saranno le vigne centenarie allevate alla puteolana che si contorcono in arabeschi resistendo al cemento che nella seconda metà della loro vita ha deturpato il paesaggio di questa conca vulcanica, sarà, anzi è, Lello Moccia che mi guida nella sua nuova vigna e mi dice: 

“Secondo me mi pigliano per pazzo. Qua le terre le abbandonano o cercano di venderle. E io, invece, me le compro. 
Sai, io penso che quando uno qui propone la propria terra a qualcuno, l’altro risponde: E per chi mi hai preso? Per Lello Moccia?” 


Guardo le terrazze su cui ci sono le vigne a destra e sinistra e il varco che scende correndo a picco tra banchi di sabbia vulcanica, poi l’ippodromo e, come Giancarlo Giannini in Mi manda Picone, penso cosa rispondere alla domanda Chimofafà a quanto me lo date?

Era il suo sogno comprare quella vigna contigua alla sua, dove Gennaro, suo padre, 85 anni all’anagrafe, in questo momento zappa. Sin da quando bambino arrampicandosi ci veniva a giocare. Sembra una pazzia per quanta fatica costa. 
Eppure, fino a poco più di dieci anni fa non era una pazzia pensare che un piedirosso, il suo Vigna delle Volpi, potesse trovarsi da Barolo – si, ho scritto Barolo – fino nella carta di un ristorante del Lago di Garda o di Bologna? 
Tuttavia, è così, dopo il suo 2007, dopo le Falanghina Cruna deLago de La Sibilla e quella di Contrada Salandra, i vitigni principali dei Campi Flegrei non sono più un fenomeno locale, i vini della città di Napoli che solo qui si bevono, se va bene, ma richiesti, ricercati e apprezzati in tutta Italia, ed io ho perso il conto di quanti colleghi e appassionati oggi vadano da questi produttori per conoscerne i vini e le vigne. 





E finalmente, concretamente, il risultato è un congruo prezzo per tale lavoro e per questi sacrifici. 
Così, dal 2016, il tempo che Lello sistemi le vigne acquisite, quasi due ettari, la produzione aumenterà, quella del Piedirosso Vigna delle Volpi raddoppierà. Non si può che esserne felici anche se adesso ho due chili di sabbia bianca nelle scarpe.


posted by Mauro Erro @ 15:53,

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