Que viva el Barocco


Una delle cose che più mi mette a disagio quando sono a tavola è incrociare le forchette con i sostenitori del gusto unico, che non hanno mai il buon gusto di starsene in silenzio quando si mangia. Anch’io ho un mio gusto, ovviamente, e una sua parte è interamente dedicata alla ricerca del gioco, della trasgressione, dell’altro da me. Cioè tanto per intendersi: d’accordo i vini in sottrazione, d’accordo i finto-semplice, d’accordo l’essenzialismo, ma il Barocco che vi ha fatto? Da quando l’inutile non è più utile? Perché dovrei sentirmi in colpa se di tanto in tanto indugio sull’orpello, mi perdo nello svolazzo, smarrisco le papille gustative in sapori a sbuffo, vado appresso ai ricami di pizzo?
Per dirla semplicemente uno dei più buoni abbinamenti degli ultimi tempi è stato il Sauternes 2005 di Chateau de Malle e un erborinato trentino affinato in fave di cacao e fieno (se non ricordo male). Ci ho fatto un paio di cene lussuriose.

posted by Mauro Erro @ 14:49,

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