Tsundoku


Qualcuno ha provato a tradurre questa parola giapponese come l’atto di comprare un libro e poi non leggerlo, di solito mettendolo in una pila di altri libri non letti. Io ho scoperto questa sintesi giapponese di una nevrosi che ben conosco grazie a Guido Vitiello*, che l’ha usata come titolo di una sua rubrica su l’Internazionale: Di questa diffusa nevrosi da bibliomane aveva scritto Giuseppe Rensi nelle Lettere spirituali: “Quante volte non ti è accaduto di sentire che se non hai quel libro ti manca un elemento capitale della tua cultura, di resistere a lungo alla tentazione di acquistarlo, ma invano, ché più resistevi più quel libro ti appariva indispensabile e vergognoso l’esserne privo; e, quando finalmente hai ceduto e lo hai acquistato, dopo un’occhiata all’indice e ad alcune pagine, vederti improvvisamente venir meno il bisogno di esso, cosicché non lo hai letto più per gran tempo seppure lo hai letto mai! Non accade diversamente circa il desiderio d’una donna”

Non accade diversamente circa il desiderio di una bottiglia di vino. Ovviamente se con il vino si è pari ai bibliomani più incalliti che, come ci segnala Vitiello, non mancavano di indugiare in tutti e sette i vizi capitali secondo Louis Bollioud-Mermet (De la bibliomanie, 1761). 

È una mania di cui pian piano sto cercando di liberarmi. Perché è scientifico che dopo un certo numero di bottiglie accatastate in cantina non basterà una vita per consumarle. E quand’anche si riuscisse nell’impresa, è questa l’aggravante rispetto ai libri che giacciono a casa mia ovunque, per molte delle bottiglie sarà troppo tardi. 

Come per i libri (o per i dischi in vinile) più la bottiglia di vino è rara più aumenta il desiderio di possederla. Se si è alle prime esperienze il costo elevato diventa un elemento di ulteriore fascinazione. 
Nel tempo e dopo opportune cure che ancora perseguo mi permetto due suggerimenti. 

1. Le bottiglie vanno bevute. Meglio tre mesi prima che tre anni dopo. Fidatevi. 
2. Appena vedete i primi sintomi della nevrosi (siete in enoteca, fissate inebetiti lo scaffale, vostra moglie vi chiama insistentemente e non la sentite perché state pensando a quanto spazio vi è rimasto nella frigo cantina…), correte a casa e stateci per un paio di giorni chiusi dentro. Prima di mettere a rischio il vostro conto in banca e prosciugarlo ricordatevi che il bello del bere è bere. Non possedere.
Ripetetelo per tre volte, tre volte al giorno, cinque giorni su sette. 

Ps. Ovviamente, per chi volesse una mano a liberarsi di un po’ di bottiglie stipate in cantina, stappandole, sa dove cercarmi. 

* Di Vitiello segnalo anche lo scritto Pornocibo sull'ultimo IL, l'inserto de Il sole24ore.

posted by Mauro Erro @ 08:34,

2 Comments:

At 1 ottobre 2014 18:08, Anonymous Anonimo said...

Cito: "Ps. Ovviamente, per chi volesse una mano a liberarsi di un po’ di bottiglie stipate in cantina, stappandole, sa dove cercarmi."

Rikkione però quando vieni a casa mia ti interessano solo "certe" bottiglie stipate in cantina... Grand Cru etc.etc.

:-)))))

 
At 1 ottobre 2014 18:45, Blogger Mauro Erro said...

serve spazio?
:-D

 

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