Nuova vita per i bianchi macerati?

foto di repertorio tratta dal web

Se riuscissimo a pensare alla macerazione nei bianchi come uno strumento e non come una categoria, una tipologia a sé, allora forse riusciremmo a cambiare prospettiva. 
Uno strumento al pari dei legni di affinamento: oggi usati molto più consapevolmente da buona parte dei produttori rispetto a 20 anni fa. 
Non ci fossero stati dieci anni di sperimentazioni ed eccessi barricati, oggi non berremmo i vini che beviamo. 

Possiamo applicare lo stesso ragionamento ai bianchi macerati? 
Secondo me sì, e parto subito con un sospetto e un esempio recenti che vengono dalla mia regione. 
Si tratta di due fiano (vitigno che si presta a questo tipo di tecnica senza perdere troppo in identità), uno irpino, la Congregazione 2012 di Villa Diamante ben diverso dalla sue versioni precedenti (Antoine ma la fa e in che modo la macerazione? - 20 euro circa in enoteca), l’altro salernitano, il Melodia Fiano dei Colli di Salerno di Casula Vinaria, annata 2013 (circa 10 euro in enoteca). 

Non si tratta dei classici vini orange, tutt’altro, ma di due vini che sarebbero in grado di esprimere a loro modo la tecnica della macerazione. 
Il risultato? 
Vini che non soffrono di eccessive imprecisioni olfattive, di note omologanti e che al sorso non risultano svuotati e appiattiti sulle durezze. Anzi. 

Contatti
- Villa Diamante, 0825.670014 - villadiamante1996@gmail.com 
- Casula Vinaria

posted by Mauro Erro @ 09:12,

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