Vini naturali?

Nel variegato mondo del vino, ricco di sfumature e di eccezioni più che di regole, c’è una costante che mi accompagna da sette anni. Da quando ho iniziato a tenere dei corsi di approccio al vino per il consumatore. 
Alla domanda qualcuno conosce o hai mai sentito parlare o ha assaggiato un vino naturale, le risposte sono facce spaesate e silenzio mentre si scuote il capo. Questa volta, qualcuno ha timidamente abbozzato i vini biologici?



Da un punto di vista strettamente statistico non è certo una grande performance. Su oltre duecento “intervistati”, zero assoluto. 
A questo punto, sempre a proposito di dati, con colpevole ritardo devo citare l’ottimo lavoro giornalistico, l’utile libro per chi, tra gli addetti ai lavori, voglia approfondire la materia, Il vino “naturale”; i numeri, gli intenti e altri racconti a cura di Simona Centi, Gianpaolo Di Gangi, Alessandro Franceschini, Maurizio Paolillo e con il contributo di altri amici autori e colleghi. 

Stando ai numeri che escono dal censimento fatto dagli autori, sono solo 771 le aziende italiane definibili naturali (in tutte le possibili accezioni). Per cui la non conoscenza dei consumatori deriva dalla sostanziale non presenza, nei numeri, dei vini naturali sul mercato. Manca la cosiddetta massa critica. 

Oltre i numeri, però, credo che ci sia spazio per ulteriori suggestioni e riflessioni. 
Trovo molta verità nella frase di Angelo Gaja, il celebre produttore langarolo, i vini naturali saranno il futuro. Su quando questo futuro arriverà, però, nutro maggiori dubbi.

posted by Mauro Erro @ 12:57,

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