Perché il prezzo di un vino non è tra i parametri di giudizio?


Che la “qualità” o la bontà di un vino possa essere giudicata senza tener conto del prezzo, mi pare abbastanza scontato e facile da capire. 
Ma nel momento in cui cerco di veicolare e raccontare un prodotto ad un consumatore mi sfugge il motivo per cui non si tiene conto del prezzo quando, nella stragrande maggioranza dei casi, è proprio il prezzo il primo elemento su cui il consumatore pone la sua attenzione e su cui basa le sue scelte. 

In tanti anni in cui frequento il mondo dell'enogastronomia ho sentito parlare dei prezzi sorgente da apporre alle etichette dei vini, dei discorsi intorno al ricarico dei vini esagerati in ristoranti ed enoteche, ma mai del prezzo del vino in sé. 
Ma un vino può essere caro o un pessimo affare? 
E perché il prezzo di un vino in Italia non è direttamente proporzionale alla qualità dell’annata (come in parte avviene in Francia)?

posted by Mauro Erro @ 08:35,

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