Xtrawine: il nuovo modo di fare business delle enoteche on-line?

Non tutti sanno che i banner pubblicitari che vedete qui (e su tutti gli altri blog del circuito) fanno capo al network Vinoclic di Filippo Ronco e che la loro gestione è completamente slegata dai contenuti del blog stesso. Da qualche giorno tra i vari annunci che si alternano c’è quello di Xtrawine, enoteca on-line. Io neanche ci faccio caso ai banner e se non fosse stato per il post di Jacopo Cossater sul suo Enoiche Illusioni non mi sarei andato a fare un giro sul sito dell’enoteca on-line in questione.

La cosa che mi ha colpito, rimarcata già dallo stesso Jacopo, sono i criteri della selezione legata ai premi delle varie guide; per cui ci sono i vini premiati da Gambero Rosso, Duemilavini, la Guida Veronelli (non scherzo), e persino quella di Luca Maroni (e qui, mancava poco che svenivo anch’io). Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Il punto è, mi chiedo, ma noi appassionati, non ci lamentavamo – era la fine degli anni novanta e i primi anni duemila – delle carte dei vini fotocopiate nei ristoranti e delle selezioni delle enoteche tutte uguali e identiche?

Però, ne abbiamo fatti passi avanti in questi dieci anni.
E poi non mi venite a dire che le guide ai vini non contano…
ah

posted by Mauro Erro @ 12:15,

34 Comments:

At 23 settembre 2011 12:46, Anonymous Filippo Ronco said...

Ciao Mauro, mi sembra che uno dei collaboratori del sito che citi sia intervenuto sul blog di Jacopo chiarendo che il filtro per premio di una guida è soltanto uno dei metodi di filtraggio offerti dal sito stesso.

La "giustifica" addotta (qualora fosse necessaria una giustificazione per decidere come lasciar filtrare i propri vini ai propri clienti sul proprio sito), è che il loro obiettivo non è vendere ad un target ma a tutti i target, compreso quello dei lettori di luca maroni.

Commercialmente, direi che non fa una piega. Tra l'altro, come avevo indicato anche sul blog di Jacopo, a me ha colpito per esempio la possibilità di filtrare anche per "valutazione di xtrawine", segno che su quella selezione mettono la faccia in modo particolare, una novità, se non altro.

Un caro saluto.


Fil.

 
At 23 settembre 2011 12:52, Blogger Mauro Erro said...

Filippo non discuto la strategia commerciale di Xtrawine; anzi vuol dire che quella strategia commerciale sia premiante altrimenti non verrebbe adottata.

Prendo atto che nulla o poco è cambiato in dieci anni e che ciò dovrebbe essere elemento di riflessione per i detrattori delle guide, ad esempio.

Ciao

 
At 23 settembre 2011 12:57, Anonymous Anonimo said...

...contano e come se contano, altrimenti non nè uscirebbero ogni anno di nuove!
E poi sai meglio di me che chi le acquista e poi compra per lo più i vini premiati è colui che a poco giudizio critico e delega agli altri questa incombenza e su questa enorme massa giocano i banner delle enoteche on line...lo stesso dicasi per i ristoranti!
E' bello invece il contrario: testare (prodotto o locale) e poi curiosare sulle varie guide conservate in casa per vedere ex post come si pongono rispetto al proprio giudizio personale.
Comunque le Guide se utilizzate con parsimonia servono anche per raccogliere informazioni (anagrafiche, logistiche, produttive) che solo smanettando in rete il consumatore può ricavare.

ClaudioT

 
At 23 settembre 2011 13:00, Anonymous Filippo Ronco said...

Ma a cosa ti riferisci esattamente, al fatto che oggi come dieci anni fa ci siano dei lettori di guide? Preferiresti che le guide non ci fossero più? O che i lettori si dirigessero altrove?

Mi pare che oggi il mondo del vino sia profondamente diverso da 10 anni fa, non solo perché il mercato dell'editoria è stato travolto dalla rete ma anche perchè lo stesso consumatore di ieri è più evoluto e ha più strumenti a disposizione.

Ciò detto, non mi è chiaro il ragionamento alla base del post.


Ciao, Fil.

 
At 23 settembre 2011 13:02, Anonymous Michela said...

Mi scusi Mauro ma,
econdo Lei, un negozio di vino che vende in italia ed all'estero con che criteri dovrebbe selezionare e proporre ai clienti il vino, visto il gran numero di produttori, tipologie...?
Per la questione banner invece, se vi da fastidio il loro possibile contenuto, fose dovreste fare dei blog "indipendenti", non crede?

Michela

 
At 23 settembre 2011 13:06, Blogger Mauro Erro said...

@ Filippo: Non mi lamento di nulla, innanzittutto.

Rilevo che, come dieci anni e più fa, una selezione di un'enoteca, sia essa on-line o meno viene fatta sulla base dei premi delle guide e non una selezione che abbia un criterio proprio. In sostanza (e così rispondo anche a Michela), quale sarebbe il valore aggiunto offerto dall'enoteca (o chi per esso)?
Tanto vale comprarsi la guida, ed ognuno si sceglie la propria e contattare DIRETTAMENTE l'azienda, perchè dovrei pagare un passaggio di mano in più?

@ Michela: Lo siamo indipendenti, altrimenti non avremmo scritto il post, non le pare?

 
At 23 settembre 2011 13:15, Anonymous Filippo Ronco said...

Adesso si che ti seguo. Avevo male interpretato le tue parole, mi era parso che ce l'avessi con il fatto che nei sistemi di filtraggio usassero anche i premi delle guide il che secondo me non era affatto un male.

Se ne fai invece, come mi pare di capire, una questione di scelte nella selezione dei vini sono più d'accordo. Sono andato a vedere la selezione per la Liguria per dire e devo dire che non è assolutamente rappresentativa di ciò che di buono c'è in zona. Però bisogna anche vedere se loro ci hanno provato e le cantine hanno fatto problemi (che ne so, perché la rete vendita non lo consente o mille altri motivi).

Perché per esempio a me capita di invitare a terroirvino un'azienda che adoro ma che poi questa non possa venire per i più svariati problemi, la lista finale non è quasi mai esattamente quella che avresti desiderato ma quella che hai potuto permetterti.

Comunque mi piace che dalla pubblicità sul nostro network cominciano a scaturire anche dei post che coinvolgono l'inserzionista e che, nel bene o nel male, gli consentono anche di evolvere.

:)


Ciao, Fil

 
At 23 settembre 2011 13:19, Blogger Mauro Erro said...

Pubblicità 2.0 :-)

Ciao.

 
At 23 settembre 2011 13:32, Blogger Xtrawine said...

Ilperiodo in cui le guide erano prezzolate secondo me è finito. Non che siano diventate la verità assoluta ma diciamo che il livello di serietà è molto elevato.
A questo punto, o un utente ha la possibilità di assaggiare tutti i vini presenti sul mercato per potersi creare una propria idea (accettando di bere nel frattempo migliaia di vini cattivi) oppure di qualcuno si deve fidare.
Altre ipotesi?
Ad esempio: è possibile valutare la qualità di un vino con il pensiero?
Grazie
Stefano

 
At 23 settembre 2011 13:36, Blogger Mauro Erro said...

Stefano, io ad una guida ci collaboro. Il punto è, ho letto che sei sommelier, mi spieghi perchè dovrei pagare te e non comprarmi la guida e comprarmi i vini direttamente?

Perchè i vini non li assaggi e mi dici tu quello che c'è di buono?

Se mi trovo bene, torno, altrimenti... Mi devi offrire un servizio per pretendere dei soldi, il punto è semplicemente quello, e non se le guide sono o meno prezzolate. Anche perchè prima di dire una bagianata del genere, uno dovrebbe avere qualche fatto in mano, altrimenti quelli delle guide potrebbero anche incazzarsi non poco...

Grazie a te dell'intervento

 
At 23 settembre 2011 13:51, Anonymous Antonella said...

@ Michela:
un ristorante, un'enoteca e/o affini dovrebbe innanzitutto infondere passione nelle cose cha fa e nella costruzione delle carte dei vini perseguire strade personali, scegliendo magari vini fuori dai circuiti delle guide e scartando vini pluripremiati che sono solo nomi e poco altro.
D'altronde immaginare che uno, dove aver spe(r)so i suoi soldi da zara e ikea, vada in una qualsiasi anonima enoteca a bere uno dei tanti anonimi vini che tutti bevono, comprano, premiano (...) fa molto triste. Dio me ne scampi!

 
At 23 settembre 2011 14:03, Anonymous Filippo Ronco said...

@Mauro
@Stefano

Credo che i due principali servizi che un "rivenditore" può mettere a disposizione dei suoi clienti (parliamo in questo caso di enoteche on o offline), siano:

a) la disponibilità di un prodotto lontano, sotto casa o a portata di click

b) la selezione speciale che la tal enoteca o il tal sito e-commerce è in grado di offrire.

Sul come incentivare le vendite di un e-commerce scribacchiai qualche cosa qualche tempo fa:
http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=7795


Ciao, Fil.

 
At 23 settembre 2011 14:08, Blogger Mauro Erro said...

@Fil:

ecco, mi pare che siamo sulla stessa lunghezza d'onda...

e aggiungo quanto al punto primo: le aziende produttrici non sono deficitarie?
Perchè non organizzarsi (come alcuni già fanno) con la vendita diretta con un semplice click?

 
At 23 settembre 2011 14:16, Anonymous Filippo ronco said...

A guarda, sulla vendita diretta sfondi una porta aperta. Per quanto mi riguarda tutte le aziende dovrebbero renderla disponibile, sia pur a condizioni diverse.

Sto lavorando moltissimo dietro le quinte su questo fronte, grandi novità entro la metà del 2012, spero. Ma qui si parla di enoteche, dai. :)


Ciao, Fil

 
At 23 settembre 2011 14:22, Blogger Mauro Erro said...

vabbè, ma qualche anticipazione schifo non ci fa...:-)

 
At 23 settembre 2011 14:29, Anonymous Michela said...

Scusate ma, comincio a non capire... Chi è "l'accusato"?
1) Il banner che so già è li per fare pubblicità a qualcosa che potrei non condividere o non centra con chi gestisce il blog?
(quì forse dovreste chiarirvi con Vinoclic...)
2) L'enoteca ON LINE che ovviamente non può fare da Sommelier ad ogni singola richiesta/desiderio del cliente (quante sono?)
3) Le guide che non sempre premiano la meritocrazia? (ma fa devvero schifo il vino premiato dalle guide?)

Forse in questo post c'è troppa carne sul fuoco...

@Antonella concordo con te in parte.Un enoteca ON LINE non credo possa permettersi di scegliere solo per gusto personale (perchè senza una guida, alla fine di questo si tratta) e debba dare un minimo di referenze a chi non ha opinione propia. Che poi queste referenze le si condivida o meno è un altra cosa...

Sinceramente trovo che xtrawine la passione ce la metta tutta nel limite del consentito dall'essere un enoteca on line. Danno moltissime informazioni gratis e ci mettono la faccia con un opinione personale.
E se poi una va all'ikea o altrove e si beve un vino che non merita nemmeno di essere chiamato tale, rispettiamo la liberta altrui di gestire il prorio denaro come crede...

Forse, ripeto, questo articolo ha messo troppe cose in ballo ed un titolo/soggetto che non centrano molto. Da tempo vedo enoteche ON LINE farsi pubblicita con banner nei blog, d'altronde dove dovrebbero farla per far saper al mondo di internet che esistono?

 
At 23 settembre 2011 14:34, Blogger Mauro Erro said...

@Michela: Si hai ragione, mi sa che forse non hai capito il punto. Però io e tutti gli altri commentatori più di questo evidentemente non riusciamo a fare...

Ah, non c'è bisogno della tua pubblicità a xtrawine, bastano i banner :-)

 
At 23 settembre 2011 14:40, Anonymous Michela said...

Vedi Mauro, non faccio pubblicità, non è il mi mestire e non mi interessa ma, non mi piace veder attaccato qualcuno così tanto per dire qualcosa...
Entrata nel tuo blog ho visto che si parla di un enotoca che conosco di cui mi servo come cliente, visto che acquistare direttamente dal produttore significa prendere ALMENO 6 vottiglie di un vino che non ho mai bevuto prima, mentre quì ne posso comprere una per tipo... ma, evidentemente il parere del cliente non conta...

 
At 23 settembre 2011 15:05, Blogger Mauro Erro said...

Vedi cara Michela, forse sei tu che scrivi commenti tanto per dire qualcosa, perchè forse non hai ben capito dove ti trovi (un blog) e con chi parli (mi riferisco anche a tutti gli altri commentatori) che, ti assicuro, non hanno alcun bisogno di "attaccare" qualcuno tanto per dire qualcosa, obiezione ben poco elegante se mi permetti. Puoi semplicemente non essere d'accordo.

Io credo di poter essere libero di esprimere un opinione (sai com'è, pare che i blog li hanno inventati appositamente) proprio perchè indipendente (tua seconda caduta di stile) e di criticare un modello di business che ricalca lo stesso dell'enoteche e dei ristoranti di 10 anni fa, ampiamente biasimati in tutto questo tempo sulla rete e non solo, da appassionati e operatori del settore.

Ribadisco il concetto: se devo pagare qualcuno, lo pago perchè mi offra un servizio, lo pago in cambio di qualcosa. Se questo servizio non c'è non vedo perchè dovrei pagare (hai letto l'intervento di Ronco, il titolare del Network Pubblicitario?).
Vediamo: xtrawine mi agevola da un punto di vista distributivo?
Bene, in Campania, per rimanere nel mio territorio, xtrawine ha 28 etichette, 27 appartengono a Feudi di San Gregorio e Vinosia. Entrambe sono distribuite a livello planetario.
Mi fa risparmiare un po' di soldi? Neanche. L'altra etichetta, la 28esima, è il Sabbie di Sopra il Bosco di Giovanni Ascione venduto alla cifra di 25 euro e rotti. In Campania quel vino è venduto mediamente intorno i 20/22 euro.
Mi offre una selezione innovativa, sfiziosa, particolare, ampia, illimitata. No, neanche questo!

Se uno ha un'enoteca dovrebbe assaggiare i vini e dirmi perchè mi vende questo o quello e non dirmi che non può valutare la qualità di un vino con il pensiero per cui si affida ad una guida. Così, sono bravi tutti, anche tu, perchè non ti apri una bella enoteca on-line? Non lo vedi come è facile?

Ovviamente, ciò vale per i vini come per i frigoriferi o quasiasi altra cosa.

Infine, nella comunicazione 2.0 funziona così, altrimenti la pubblicità xtrawine andava a farla in Tv dove nessuno poteva controbattere. Se quelli di xtrawine sono persone intelligenti come io credo, prenderanno le critiche come spunti per migliorare il loro servizio, rendendolo più vantaggioso per i loro clienti e ne godrai anche tu, grazie a me, Jacopo e tutti i commentatori che hanno voluto dare il loro contributo perdendo un po' del loro tempo prezioso. Se vuoi darlo anche tu, un valido contributo, a noi ci fa piacere; se il massimo che riesci a fare è farci sapere che sei loro cliente, bè, ti assicuro che campavamo bene uguale anche senza saperlo.
Penso di essere stato esaustivo.
Tanti cari saluti.

 
At 23 settembre 2011 15:29, Anonymous Gianpaolo said...

Mi sembra impossibile che, ad uno come Filippo ad es., sfugga che proprio il commercio online oggi dia delle possibilita' ben al di la di quella che una semplice lista di premiati.
Non entro nel filone de le guide piacciono/non piacciono piu', ecc, ma voglio portare l'accento sul fatto che c'e' chi si inventato dei sistemi nuovi, persino rivoluzionari, sfruttando altre possibilita' che la rete puo' dare. Uno su tutti nakedwines.co.uk
che non segue ne' il sistema dei premi, ne il sistema di personalizzare l'offerta sulla base di chi propone, l'enotecario, ma sulla base di chi compra, dei clienti. Puo' funzionare o no (loro dicono che funziona, con numeri di milioni di sterline di fatturato), o piacere o no, ma certamente un esempio interessante e originale.

 
At 23 settembre 2011 15:37, Anonymous Filippo Ronco said...

Gianpaolo a me non sfugge per nulla! :)

 
At 23 settembre 2011 15:49, Anonymous Michela said...

Scusa Mauro la caduta di stile e la poca eleganza ma, se c'è stata è conseguente ad una tua affermazione forse altrettanto poco elegante "Ah, non c'è bisogno della tua pubblicità a xtrawine, bastano i banner :-)"
Forse non ti sei accorto che loro mettono anche una loro personale opinione nella valutazione dei vini, non solo le guide...
A questo punto mi chiedo se tutto questo è perchè della Campania, tuo territorio, hanno poche cantine. Forse non era più corretto (se non lo hai fatto) semplicemente segnalarlo a loro via mail?
Alle altre provocazioni non rispondo perchè non ha senso. Offendere non è nel mio stile

 
At 23 settembre 2011 15:53, Blogger Mauro Erro said...

Va bene Michela hai ragione.
Tieni questa è la mia mail (mauroerro@gmail.com) così mi dici come devo scrivere il prossimo post, se posso scriverlo o meno o invio una mail privata ai diretti interessati :-)

 
At 23 settembre 2011 15:53, Anonymous Jacopo Cossater said...

@Gianpaolo, ciao! Nakedwine è straordinario, era parecchio che non capitavo sul loro sito. Ma sulla selezione dei vini italiani ci sarebbe tanto, tantissimo, da dire, peccato davvero.

http://tinyurl.com/3zulnuu

 
At 23 settembre 2011 15:59, Blogger Mauro Erro said...

@ Jacopo: e perchè non ci dici la tua, invece?

:-)

 
At 23 settembre 2011 16:02, Anonymous Filippo Ronco said...

@jacopo
Si abbastanza agghiacciante la selezione italiana su NW. Bella l'idea, selezione maffa. Per fortuna, si può fare di più.

Fil

 
At 23 settembre 2011 16:21, Blogger Mauro Erro said...

@ tutti: Alla fine, guradando anche i link inseriti da Gianapolo e Jacopo e per tornare al post e alla chiosa finale, vedo sempre più un distacco tra comunicatori/appassionati/operatori e consumatore finale e mi chiedo: ma in questi ultimi dieci anni post 11 settembre cosa si è realizzato?

è migliorata l'offerta e/o la consapevolezza del consumatore?

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

 
At 23 settembre 2011 16:43, Anonymous Jacopo Cossater said...

Mauro, io credo che sia tu che Filippo abbiate centrato esattamente il punto. Sono anni che si fa un gran parlare di ricerca, di possibilità che vadano oltre il mainstream e che possano incuriosire il cliente, a parità di qualità se non meglio. XtraWine è la dimostrazione che, forse, c'è una larghissima fetta di pubblico che, semplicemente, non è interessata a questi aspetti e che di conseguenza va a cercare solamente il vino premiato o comunque viene attirata dall'effetto 90+. Ma io mi chiedo, non è che forse sia anche nel pieno interesse dell'enoteca di turno fare questo lavoro di ricerca? Non è che lavorando cantine meno note (lavoro faticoso, è chiaro) si possa instaurare un migliore rapporto, più continuativo, tra venditore e compratore?

Nel mio post, di là, nei commenti, si diceva che questo è un ulteriore filtro per il navigante. Vero, ma è anche un filtro centrale, di grande visibilità. E' evidente quindi che sull'abbinamento vino-premio XtraWine ha puntato molto. Quantomeno più rispetto ad altri aspetti.

Michela, la selezione campana di XtraWine che Mauro ha portato ad esempio mi dimostra (a me, cliente) che questa ricerca non c'è stata. Si sono fermati a due cantine che posso trovare in qualunque città. E va bene, ci mancherebbe. Qual'è però il loro punto di forza?

 
At 23 settembre 2011 16:46, Anonymous Filippo Ronco said...

Bicchiere pieno.
Si sono scardinate le rendite di posizione, sovvertiti gli equilibri di potere, ridisegnato il panorama di riferimento, creando un mondo alternativo che prima non c'era. Non mi pare poco.

Certo, la strada è lunga ma la base attenta è sempre più ampia e il consumatore sempre meno consumer e sempre più persona.


Ciao, Fil.

 
At 23 settembre 2011 17:21, Anonymous Alessandro Marra said...

Perdonatemi:

ipotizziamo che il sito X di e-commerce venda i vini delle aziende A,B e C (entrate a far parte del catalogo sulla base dei riconoscimenti di determinate guide).

Domanda: ma una volta che quelle stesse aziende inizieranno a vendere direttamente i propri prodotti sui rispettivi siti internet, che fine farà il sito X visto che poi - sono d'accordo con Mauro - almeno stando al campione dei vini campani, non mi pare esservi alcun vantaggio, né di prezzo né di più facile reperibilità?

 
At 23 settembre 2011 17:38, Anonymous Michela said...

@Jacopo
Ovviamente non posso darti io la risposta riguardo alla selezione Campana.
Per la mia esperienza il loro punto di forza è che con un certo importo d'acquisto riesco ad avere le spese di spedizione gratuite, ed il vino a casa. Questo mi permette di acquistare/testare diversi vini da tutta Italia e non solo ed evitare di dovermi spostare in auto per l'acquisto diretto dal produttore che spesso è molto lontano da dove si vive, o addirittura rinunciarci. L'enoteca sotto casa non è sempre fornita, anche se si tratta di nomi conosciuti. Questo cmq. non vuole o deve svalutare il rapporto cliente/produttore anzi, ma ricordiamo che li ci vai perchè il vino lo consci già o ne hai sentio parlare (guide/giornali/amici...)
Sicuramente xtrawine da molto spazio alle guide, ma non solo. I clienti possono lasciare dei commenti. Loro si esprimono con una loro valutazione. Se poi in discussione c'è il ruolo delle guide e la loro serità, io non metto bocca. Non ne ho facoltà. Ammetto in favore della scelta di xtrawine che se mi si propone un vino sconosciuto ed uno conosciuto a parità di prezzo, qualche resistenza verso l'ignoto c'è. Su questo do cmq. atto a Mauro, la discussione può essere utile per il team di xtrawine nell'osare un pò di più magari iu uno spazio apposito. Non distruggiamo però la validità del sito "solo" per 1 a 2 regioni "sfornite" e teniamo presente che non so quante persone acquisterebero veramente un vino di cui non si sa nulla.

 
At 24 settembre 2011 12:11, Anonymous Stefano said...

Come al solito in italia siamo sempre bravi a criticare il lavoro degli altri... e' un po' come quando gioca la nazionale... TUTTI diventano allenatori...
Ci sono dei punti fondamentali che vanno analizzati...
1- Qualsiasi attivita' commerciale viene aperta per guadagnare e per quanta passione ci sia dietro a tutto il lavoro l'attivita' deve guadagnare e spesso per ottere questo bisogna scendere a compromessi...
2- Ho guardato il sito e nel complesso mi sembra fatto abbastanza bene per quanto riguarda la ricerca e informazione dei vini, cosa che in molti altri siti non ho trovato... inoltre ho visto che oltre alla tanto odiata selezione di vini in base alla varie guide, danno un loro anche se piccolo contributo di informazione. Per cui mi sono anche chiesto... perche' vi siete accaniti cosi' tanto contro extrawine e non avete citato molti altri siti che danno molte meno informazioni?
3- Ipotizziamo che io sia un completo ignorante o che conosco pochissimo il vino ma ho sempre sentito parlare bene della guida XYZ di cui mi fido cecamente... Perche' farne una "colpa" se extrawine ha deciso di classificare i vini anche in questo modo? D'altronde se ste odiate guide continuano ad esistere vuol anche dire che non vivono solo di "sponsorizzazioni" esterne ma che qualcuno le compera...
4- Per quanto riguarda la selezione dei vini di determinate regioni, si torna al discorso che ho gia' fatto prima... A volte bisogna scendere a compromessi e immagino che qualsiasi enoteca vorrebbe avere una selezione infinita di vini ma deve scontrarsi con la cantina che da l'esclusiva di vendita a qualche distributore, non vuole magari vendere online, vuole x ordini all'anno che la piccola enoteca non puo' permettersi e molte altre problematiche che io stesso ho dovuto affrontare in un settore completamente differente...
Insomma i problemi ci sono e spesso le critiche bisogna farle in modo costruttivo se lo si fa con la voglia e la passione dell'argomento in modo da cercare di far migliorare le cose... e non in modo cosi' accanito da far sembrare un'enoteca una fregatura assoluta solo perche' ha inserito un metodo di selezione che per voi "allenatori di vino" e' completamente sbagliato.

P.S. unica cosa che mi ha fatto capire molte cose da questo articolo e' stato questo intervento:
Mi fa risparmiare un po' di soldi? Neanche. L'altra etichetta, la 28esima, è il Sabbie di Sopra il Bosco di Giovanni Ascione venduto alla cifra di 25 euro e rotti. In Campania quel vino è venduto mediamente intorno i 20/22 euro.
Ora mi chiedo... ma come si puo' pretendere di comperare un articolo dall'altra parte del mondo (esagero per far capire la cosa...) allo stesso prezzo di dove viene prodotto?

saluti

 
At 24 settembre 2011 12:45, Anonymous Xtrawine said...

Vorrei fare alcune precisazioni.

Le cantine della Campania attualmente disponibili su xtrawine sono 8 e non 2(Feudi San Gregorio, Galardi, La Guardiense, Mastroberardino, Molettieri, Montevetrano, Nanni Copè e Vinosia).
Il numero di etichette per cantina ed il prezzo di vendita dipendono da diversi fattori, anche se facciamo il possibile per essere sempre più competitivi nel mercato.

I punteggi delle guide sono inseriti nel nostro sito assieme a moltissime altre informazioni, sta al cliente scegliere con quale criterio acquistare il vino.

I nostri punti di forza sono:
- Informazioni sui vini, sulle cantine, sui vitigni, sulle zone vitivinicole...
- Qualità nel servizio che ci permette di consegnare il vino, direttamente a casa in 24-48 ore in modo gratuito oltre i 99 euro.
- Circa 1000 etichette(in continuo aumento)
- Possibilità di acquistare anche 1 unica bottiglia

Siamo un sito "giovane", in continua evoluzione.
Il nostro obiettivo è migliorare ed accrescere la soddisfazione dei nostri clienti.
Terremo presenti tutte le segnalazioni costruttive.

Saluti
Francesco
Sommelier di xtrawine

 
At 25 settembre 2011 14:30, Anonymous gianpaolo said...

@Jacopo. La selezione dei vini italiani riflette, purtroppo, il mercato dei vini italiani in UK, che tolti pochi negozi o ristoranti specializzati indipendenti e' generalmente scarsa. Di chi sara' la colpa? La mia opinione l'ho gia' espressa ad abundantiam, quindi qui ve la risparmio.
Io credo che per la vendita online ci siano delle possibilita' ampie anche in Italia, solo che andrebbero cercate strade alternative al ricreare l'enoteca in modo virtuale. Nakedwines ne percorre una, non e' detto che sia la migliore o neanche semplicemente di successo, sono stati criticati anche duramente online e sulla stampa per alcuni aspetti (e qui si dovrebbe dire anche che e' vero che in Italia piace a tutti criticare, ma e' anche vero che nessuno e' mai disposto ad accettare le critiche con un minimo, non dico di obiettivita', ma anche di serenita' e consapevolezza che a volte nelle critiche si nasconde un fondo di verita')

 

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