Pausa merenda: Torta allo Yogurt

Ma qualcuno se le ricorda ancora le merende di una volta?
Le marmoree ciambelle metà bianche,metà nere per l’aggiunta del cioccolato, il pane, burro e marmellata o la semplice fetta di pane e olio prima che questo fosse definitivamente sostituito dalla nutella?
Le merende segnavano il tempo. A metà mattinata, a scuola, deliberavano la ricreazione, il via libera ai corridoi o al cortile, la pausa tanto agognata che da 10 minuti inevitabilmente slittava ai 15 o ai 20.
A metà pomeriggio dichiarava aperta la pausa dai compiti: finalmente era arrivato il tempo per il cartone preferito!

E adesso? Da quando “il certo languorino” ha preso il sopravvento e la merenda è diventata merendina o snack, qualcosa è cambiato.

Ci toccherà dar ragione al professor Montanari e asserire che la merendina ha ucciso la merenda?
La parola merenda deriva dal latino “mereo” e significa “ciò che si deve meritare”, durante il lavoro o lo studio.
La merenda faceva parte di un rito ed aveva una sua collocazione spaziale e temporale.
La merendina, invece, nel suo diminutivo rimpicciolisce, alleggerisce e ridimensiona il rituale cui eravamo abituati.
Ciò che abbiamo sostituito con il Tegolino, la Fiesta Ferrero o la semplice barretta al cioccolato o ai cereali è solo un malinconico ricordo.
Lo snack da agguantare in qualsiasi momento, dalla borsa o dallo zaino, da consumare continuando a far quello che si stava facendo o, addirittura, nei casi più tristi, sostituire il pranzo, ha ucciso il vero significato del rito della merenda.

Con la merendina, dice Montanari, è scomparso il tempo, quello del riposo e del ristoro, intervallo dal lavoro e dallo studio e lo spazio, perché come il pranzo o la cena essa aveva luoghi definiti per essere consumata. La merendina mordi e fuggi non ha più un luogo, si può afferrare e consumare ovunque, facendo altro, in luoghi deputati ad altro.

Triste, no?
Per esorcizzare potremmo provare a fare una lista delle merende e dei ricordi ad esse legate, ma anche una lista di ricette per vere merende.

Intanto vi lascio con il mio sugegrimento, una torta allo yogurt, pratica e facile da realizzare. Vi darà il tempo necessario per riappropriarvi dei ricordi e se la avvolgete in un pezzetto di carta stagnola sarà una valida alternativa al kinder Brioss, per voi, per i vostri bimbi e per tutti coloro che vorranno godere una meritata pausa!

Torta allo yogurt (ma anche Plumcake)
Ingredienti: 1 vasetto di yogurt naturale; 2 vasetti di zucchero; 3 vasetti di farina; 1 vasetto di olio di oliva extra vergine; 3 uova; un baccello di vaniglia; una bustina di lievito; la buccia grattugiata di un limone; 15 gr. di burro per lo stampo.
Preriscaldate il forno a 150°. Versate lo yogurt in una ciotola, sciacquate il vasetto quindi e utilizzatelo come dosatore per gli altri ingredienti. Nella stessa ciotola aggiungete poco alla volta tutti gli altri ingredienti. Cominciate con lo zucchero, le uova, la buccia grattugiata del limone e la vaniglia (con un coltellino affilato, aprite il baccello a metà per il lungo e raschiate via i semini interni). Mescolate con una frusta elettrica. Aggiungete poi la farina e il lievito e per ultimo l’olio di oliva. Dovete ottenere un impasto morbido. Imburrate una teglia rotonda oppure, se preferite, uno stampo da plumcake, versatevi il composto e infornate per 30/35 minuti.
NB: potete sostituire l’olio con la panna fresca oppure la farina con un vasetto di mandorle in polvere.

Adele Chiagano
ah

posted by Mauro Erro @ 11:48,

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