Letture enoiche

Antefatto 1
Ieri facevo il mio solito giro su internet. Leggevo il forum del Gambero rosso, sezione polemiche e punti di vista. L’argomento di discussione, oggettività e soggettività della degustazione. Ne stanno ancora discutendo.

Antefatto 2
Sempre girando finisco sul diario di Fabio Cimmino. Leggo il post in primo piano: 10 (tra) i migliori degustatori oggi, secondo lui (ecchisenefrega, aggiunge).

Antefatto 3
Durante le nostre degustazioni capita sovente che qualche cliente/consumatore/amico porti una sorpresa: una bottiglia rigorosamente alla cieca. Dopo averle bevute, discusse e scoperte, succede che chi ha portato la bottiglia abbia con se anche del materiale, spesso scaricato da internet, da qualche blog o sito, che riguarda il vino. Descrizione e valutazioni. Spesso, molto spesso, le valutazioni sono diametralmente opposte. E l’acquirente una volta fiducioso, deluso dall’esito della bevuta e dei soldi (sigh) spesi.

Capita che le persone mi chiedano cosa leggo o quali siano i degustatori dei cui consigli mi fido in questo mare magnum di blog che si occupano di vino (spesso senza alcuna o con scarsa consapevolezza). Ho deciso allora di riprendere il post di Fabio che grosso modo condivido e postarlo qui per i lettori del viandante. Ovviamente manca qualcuno, ma, più o meno, ci sono tutti quelli che io leggo e del cui giudizio mi fido; il che non vuol dire che siano infallibili. Nessuno lo è.
Insomma qualche lettura consigliata e un po' di sano cazzeggio del sabato. (m.e.)


In rigoroso ordine alfabetico (per nome...)

Alessandro Masnaghetti (ENOGEA)

Mi piace perchè nonostante quasi mai mi ritrovo coi suoi punteggi le sue schede sono puntuali e precise, insomma se vuoi farti un'idea di quel determinato vino, di una denominazione o di un'annata rimane un punto di riferimento valido ed affidabile. La sua Enogea, decisamente meglio di molte se non tutte le guide attualmente in circolazione (se non altro perchè la lettura è diluita bimestralmente consentendo una maggiore attenzione e possibilità di assimilazione dei contenuti) è l'unica rivista cartacea degna di un vero appassionato. Francesco Falcone, suo collaboratore potrebbe tranquillamente figurare in questo o altri elenchi di degustatori top.

Armando Castagno (AIS BIBENDA)

E' il numero 1. Lo so siamo amici ma è pur sempre il number one (attenzione non lo "special one" quello mi sta sui...). Riuscire a mantenere la propria indipendenza ed autonomia in un ambiente "non facile" (eufemismo) come quello di Ais-Bibenda a Roma non è da tutti. Lui sì, sa mantenere un'obiettività che spesso gli invidio ed anche quando la lucidità viene meno (come quella volta nel centro del comune di Chablis, hi hi hi...) rimane un grande!

Daniele Cernilli (Ais Bibenda – Doctor wine)

Qualcuno, adesso, si starà chiedendo se sono impazzito, essendo io notoriamente anti-gambero. Ma chi ha avuto modo di degustare insieme al "Direttore" Cernilli, almeno una volta, si sarà accorto che è bravo (io per pure coincidenze ho avuto occasione nel corso di questi anni di partecipare a diverse sue degustazioni). Purtroppo il Cernilli rientra nella categoria "ci fa" (della serie "ci fa o ci è? Beh, lui ci fa..."). E' davvero bravo ma "fa" finta di (o gli "fa" comodo" all'occorrenza) dimenticarselo e, forse, in passato, capitava un po' troppo spesso. Avviso ai naviganti: giornalismo e consulenze dovrebbero sempre viaggiare su 2 binari separati. Ho detto tutto, non occorre aggiunga altro.

Ernesto Gentili (L’Espresso)

L'ho incontrato spesso senza mai riuscire ad approfondirne, bene, la conoscenza. L'impressione è sempre stata positiva sia dal punto di vista della professionalità che delle capacità degustative. Allo stesso tempo mi ha dato la sensazione di essere un tipo "godereccio", il che non guasta mai. Un altro che di vino ne beve e ne capisce tanto, insomma. Il suo fare talvolta un po' distaccato ed "altezzoso" (?) mi lascia un amletico dubbio interpretativo.

Fabio Rizzari (L’Espresso)

Decisamente bravo quanto talvolta "snob". Non mi fa meraviglia, in tal senso, l'indissolubile ed affiatato rapporto col Gentili. Mettersi ogni tanto in discussione non gli farebbe male. Bravo, è davvero bravo. Il suo pedigree di degustatore non è da tutti anche se non diamo per scontato certi automatismi. Non ci dimentichiamo che c'è tanta gente in giro che beve tanto e bene senza imparare una cippa, di esempi sotto al naso quanti ne volete..

Fernando Pardini (L’Espresso – L’Acquabuona)

E' secondo molti, e pure secondo me, il vero erede, nella scrittura, di Veronelli. Scrive proprio bene (detto da me che faccio ancora gli errori di ortografia da penna blu non so quanto gli possa giovare...). Oltre a saper scrivere, rimane la cosa più importante: è un ottimo degustatore. Un scrittura equilibrata ed emozionante al tempo stesso, non so come gli riesca. Bravò!

Franco Ziliani (Vino al Vino)

E' uno dei pochi (l'unico?) a provare (non che gli riesca sempre bene) di fare un po' di vero giornalismo (inteso alla maniera anglossassone) che dimostra di essere anche un bravo degustatore. Ogni tanto esagera un tantino con le sue instancabili "battaglie" eno-ideo-logiche ma le sue segnalazioni di vini e vigneron sono una garanzia. Escono spesso e volentieri fuori dalle strade già battute e dai circuiti tradizionali. Prendersi il rischio di segnalare una nuova chicca agli appassionati richiede senso di responsabilità e doti degustative non comuni.

Giampaolo Gravina (L’Espresso - Enogea)

Un altro bell'esempio di professionalità e di grande abilità nel wine scouting. Se un limite gli devo trovare, direi, talvolta, troppo freddo e chirurgico nel suo approccio sistematico e metodico al buon bere. Se la guida dell'Espresso è quello che è (in positivo) non è solo merito dei suoi curatori (Rizzari & Gentili) ma molto deve a collaboratori come Pardini ed il vice-curatore Gravina.

Giampiero Pulcini

Se penso ad una scuola Porthos, Giampiero è sicuramente il suo miglior esponente. Purtroppo lo si legge troppo poco ma quando volete un parere su un vino, preferibilmente se si tratta di vini di impostazione "naturale", ma non solo, potete considerarlo un riferimento di rara bravura e sensibilità. Pura poesia. Ogni tanto sembra volare troppo in alto con le parole ma perchè non dovrebbe...

Roberto Giuliani (LaVinium)

Roberto è uno di quelli che non capirò mai ma gli voglio bene. Bravo, professionale ed obiettivo. Forse un po' troppo compassato per un carattere come il mio più agitato ed instabile. Ha messo su uno dei migliori, anzi probabilmente, il miglior sito sul vino in Italia, peccato che siano ancora in troppo pochi ad essersene accorti.


Mancano all'appello […] Sandro Sangiorgi, troppo militante per i miei gusti ma grandissimo ed indiscutibile talento. Vi consiglio un abbonamento a Porthos anche solo per una stagione per saggiare la possibilità di un vero approccio interdisciplinare al vino ed una meditata lettura dell' "Invenzione della Gioia" (ci troverete tutto, o quasi, l'indispensabile che c'è da sapere sul vino). Luca Mazzoleni, non più pervenuto, ma che fine hai fatto Luca ?! Poi ci sono i molti amici esperti che si sono "specializzati"... come Giancarlo Marino (Borgogna) o Francesco Agostini (Riesling) ed un altro centinaio/migliaio di nomi che ormai contribuiscono sistematicamente nella rete... C'è solo l'imbarazzo della scelta.

Fabio Cimmino
a

posted by Mauro Erro @ 08:55,

11 Comments:

At 7 maggio 2011 09:21, Anonymous Maurizio Fava said...

Gianni Fabrizio, Antonio Paolini, Carlo Macchi e Kyle Phillips.
Conoscenza, brillantezza, effervescenza, approfondimento.

 
At 7 maggio 2011 16:02, Anonymous Armando said...

Preferisci bonifico o contanti, Fabio?

 
At 7 maggio 2011 18:22, Anonymous Francesco Annibali said...

Nulla da dire sui nominativi qui sopra, ma l'assenza di Carlo Macchi è incomprensibile. Carlo possiede la rara dote di mantenere un metro praticamente inalterato per tutte le tipologie, da Sorbara a Vosne, e questo gli ha permesso di "sdoganare" i vini più semplici. Se oggi stiamo tutti a glorificare Prosecchi e Schiave la maggior parte del merito è senz'altro suo. Oltre a ciò, è uno dei pochi (quasi) equidistante dalle tecniche esecutive, forse privilegia un tantino i rossi old style, ma neanche tanto. Certo ha due grossi difetti: è dell'Inter :) , e non si atteggia a cardiochirurgo infantile nè a talebano in missione segreta...

 
At 7 maggio 2011 20:06, Blogger Mauro Erro said...

Ma non è una classifica, e il nome di Carlo Macchi figura tra quelli che leggo sempre volentieri. Ciao

 
At 8 maggio 2011 07:31, Anonymous Anonimo said...

Mauro nel riportare il post ne ha leggermente alterato il titolo, sicuramente non volendo ma in maniera significativa. Io non ho scritto "i 10 migliori" ma "10 tra i migliori".

Confermo che non è una classifica e quindi le assenze sono del tutto giustificate...

 
At 8 maggio 2011 10:26, Blogger Mauro Erro said...

@ Fabio: corretto.

P.S. e, ricordati di firmare ogni tanto. Giusto per quello sparuto gruppetto di varie centinaia di lettori. Grazie :-)

 
At 8 maggio 2011 12:40, Anonymous Anonimo said...

Sorry !

Chiedo venia...

:-)
Fabio

 
At 9 maggio 2011 08:45, Blogger Davide Bonucci said...

La competenza delle persone citate penso che non sia in discussione. Poi ci sono le vicinanze (o meno) caratteriali, ma lì si entra in ambito molto soggettivo. Ma che Armando sia il numero uno non ci piove! E che io beva sempre molto volentieri con Giampiero pure. Ho molta simpatia umana per Carlo Macchi, anche quando sbaglia. E' umano e, al contrario di altri, lo ammette ;)

 
At 9 maggio 2011 11:54, Anonymous Bianca said...

Parlando di Sangiorgi, cosa intendi per "troppo militante"?
Per come la vedo io è uno che ama profondamente quello che fa e che crede davvero in quello che dice. Ci mette il cuore. Ed è oggettivamente un indipendente.
Ritengo che Sandro Sangiorgi abbia tracciato una strada che anche altri - comunque validissimi - hanno imboccato.

Ti ringrazio per le segnalazioni. Alcuni nomi mi sono noti altri un po' meno. E' l'occasione giusta per approfondire, dunque. :-)

 
At 9 maggio 2011 12:22, Anonymous Anonimo said...

Sangiorgi è una persona che stimo tantissimo. Come ho scritto amo di lui l'approccio interdisciplinare al vino. Sono abbonato a Porthos da sempre ed è l'unica rivista insieme ad Enogea di cui sono rimasto fedele lettore in questi anni.
Militante è colui che partecipa attivamente ad un movimento politico, culturale, etc.
Chi più di lui ha contribuito attivamente all'affermarsi del movimento dei vini naturali in Italia ?!
Diventando negli anni un po' troppo intransigente.
Spero di essere stato chiaro.
Fabio

 
At 9 maggio 2011 13:54, Anonymous Bianca said...

Chiarissimo, grazie :-)

 

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