Pausa caffè: Spunti interessanti

Cari produttori, tira una strana aria dalle parti della critica enologica, fossi in voi mi fermerei un attimo per pensare bene le vostre strategie future.

Cronaca Regionale: qui Alessandro Franceschini e Maurizio Paolillo fanno una disamina, attraverso un dialogo a due, sulla situazione Campana e Irpina in particolar modo. Critiche ai grandi come ai piccoli e a tutto il resto per non farsi mancare nulla. Tematiche che anche su queste pagine abbiamo spesso affrontato.

Cronaca Nazionale: qui e qui, Rizzari e Gentili.

E chi vuol capire, capisca.
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posted by Mauro Erro @ 11:24,

5 Comments:

At 8 dicembre 2010 21:01, Blogger Gianpaolo Paglia said...

io non ho capito. Che fai, lo spieghi tu?

 
At 9 dicembre 2010 10:30, Blogger Mauro Erro said...

Troppo facile :-)

 
At 9 dicembre 2010 12:10, Blogger Gianpaolo Paglia said...

Allora mi ci provo io (tra parentesi, odio blogger, anche stavolta ho perso un commento, ndr).

Prima esisteva Lei, la guida con la chicciola. il suo verbo era legge, i lettori pendevano dal lembo delle sue pagine con la mano al portafoglio pronti a pagare per conquistarsi i 3B appena sfornati. I produttori fremevano alla sua pubblicazione: c'era il plotone dei 3bicchierati eterni, con poco movimento tra chi usciva e chi entrava, segnale che nulla e' eterno e inamovibile, tranne qualche motore immobile. Poi c'erano quelli che li prendevano si, ma "quest'anno il vino era buono, solo per un soffio non ha preso i 3B", vicini, ma non nel medesimo girone, quelli che li prendevano una volta ogni morte di Papa (e qui sto io), poi quelli che non li prendevano mai, ma almeno avevano la scheda grande, e poi quelli del limbo: le schede piccole alla fine, quasi mai lette da nessuno, tolti i diretti interessati. Ovviamente chi non era in guida, semplicemente non esisteva, un pallido fantasma nelle nebbie.
Esisteva Veronelli, ma era ed e' piu' che altro una presenza simpatica, un icona del Gino nazionale, niente a che vedere con il peso e il valore in oro zecchino dei 3B.
Poi arrivo' l'Espresso. Potenza di fuoco, unita con una sensibilita' nuova del vino, un po' meno mainstream, un po', anzi ogni anno un po' di piu' critica verso l'establishment del vino. E qui qualche lettore, leggi acquirente del vino, comincia ad entrare in crisi mistica. Poi i 5 grappoli, la Torah dell'AIS. Conta, non conta (questo e' quello che si chiede il produttore, altro che palle)? Chi sa, meglio esserci che no, e poi c'e' tutto il traino di Bibenda, le Kermesse alla TV con tutto la crema del nazionalpopolare da tv del mattino, ecc., hai visto mai.
Poi ci fu internet, i blogs, e che confusione, il lettore, leggi acquirente del vino, e' confuso, i punti di riferimento vacillano, quello che pensava essere un Grande vino ieri, oggi e' messo in discussione. Anzi, e' destituito e abbattuto, come fosse la statua di un Saddam qualunque.
Poi, e siamo ad ora, arrivo' lei, quello che tutti aspettavano, la GUIDA buona, pulita e giusta. Subito mise tutti nell'amgolo. Da una parte si affrettarono ad inventarsi i bicchieri verdi, da quell'altra cominciarono a rivisitare il rivisitato, affermando che non tutto quello che era stato buttato via era da buttare via, che non tutti i vini magri e scoloriti erano buoni. Vai a vadere che alla fine non mi riabilitano anche il "supertuscan"!
E poi i vini naturali, e quelli che sono ancora piu' naturali, i sopranaturali, e quelli che hanno piu' etica e meno vino, e poi i Porthosiani che si vendono alla confindustria, e i centri sociali che fanno le barricate, senza molov stavolta, ma impugnando bottiglie di vino da 20-30 euro, necessariamente e sovversivamente del contadino, che deve parcheggiare il SUV molto lontano dal Leonka pero', e con quello che pesano i cartoni...
E in mezzo a tutto c'e' il lettore, leggi acquirente del vino, che non capisce piu', che non ha piu' un punto di riferimento, ma mille voci spesso discordanti tra loro. E lo stesso vale per il produttore, che e' in preda al panico: chi cavolo e' che conta oggi? chi e' il nuovo 3B?
Non c'e', non esiste piu', e non ritornera mai piu'. Le voci sono molte, i vini anche. Ognuno tragga le proprie conseguenze, ognuno accenda il suo cervello, decida. Decida cosa bere, se e' un appassionato, decida cosa gli piace e cosa puo fare, se e' un produttore. E la confusuione? E' solo un segnale di crescita, avete mai visto che casino che fanno i ragazzini?

 
At 9 dicembre 2010 12:45, Blogger Mauro Erro said...

Monca, ma verosimile. Giustamente da produttore vedi e descrivi il lato strettamente mercantile.

Hai ragione su blogger, tra poco ci trasferiamo :-)

 
At 9 dicembre 2010 15:49, Blogger Gianpaolo Paglia said...

eggia', mentre qualcuno glissa sempre sul fatto che il vino e' un prodotto mercantile. Un po' come quei primari che non toccano il denaro, che si paghi alla segretaria per favore :)
Allora, il resto mettilo tu!

 

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