Coda di Volpe 2009, Vadiaperti. L'alegria del povo

Garrincha

L’altro giorno sul Venerdì, l’inserto del quotidiano La Repubblica, in uno speciale dedicato a Diego Armando Maradona e i suoi 50 anni ho letto un detto brasiliano riadattato da Gianni Mura a proposito dell’ormai atavico confronto con Pelè.
Se parlate di Pelè, la gente si toglie il cappello. Se parlate di Garrincha, piange. Era l'alegria del povo, l'allegria del popolo. Proprio quel che è stato Maradona. È qui la differenza”.

La mia mente etilica mi ha portato subito a volgere lo sguardo sulle bottiglie di Vadiaperti, quasi che il mio istinto avesse trovato un parallelo.
Coda di volpe irpina 2009, Fiano e Greco pari annata.
Vadiaperti è una delle aziende storiche di Montefredane, cuore pulsante e zona d’elezione del Fiano di Avellino, oggi condotta da Raffaele Troisi, un tempo dal professor Antonio, il padre, possessori anche di una delle vigne più alte del comprensorio del Greco di Tufo, a Montefusco: bottiglie capaci come poche di sfidare il tempo.

Eppure, se qualcuno dovesse chiedermi a quale etichetta legano i propri pensieri, ricordi e affetti i consumatori, non esiterei a dire la prima.

Sette o otto euro per un vino che al naso ha il marchio di fabbrica Vadiaperti, una verticalità suadente che racconta lampone e more sussurrate, (sì, in un vino bianco) verticalità e asprezza che senti con la nota di pompelmo, poi sapidità e mineralità, ruvida, finanche brutale in alcuni momenti.
Palato leggiadro o leggero, manca leggermente di succo, pulisce con la sua acidità, ma nell’insieme appaga: è propedeutico alla continuazione del pranzo quanto della bevuta nella sua disarmante semplicità.

Per questo vino, consigliato dalla nuova guida Slowine per il vantaggioso rapporto qualità/prezzo (l’azienda Vadiaperti aggiunge al palmares Chiocciola e Grande Vino con la selezione Aipierti, Fiano di Avellino 2008) vale ciò che ha scritto Mura.

Se parlate del Greco di Vadiaperti, la gente si toglie il cappello. Se parlate della Coda di Volpe, piange. Era l'alegria del povo, l'allegria del popolo. Proprio quel che è stato Maradona. È qui la differenza”.
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posted by Mauro Erro @ 09:59,

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