Che ne sai tu di un campo di grano (geneticamente modificato)?

ellekappa

Secondo il sondaggio Eurobarometro del 2008, gli italiani contrari agli OGM erano solo il 55% contro un buon 30% di favorevoli. Dato buffo, visto che il 40% del popolo italiano non sa cosa significhi la sigla OGM (sondaggio Ipso, Marzo 2010).
In effetti l’impressione che si ha è che ci sia poca informazione a riguardo: cosa sono gli OGM?
Parliamo di realtà o fantascienza? Sono un’opportunità o un pericolo? E poi, già oggi o un domani?
In un precedente articolo postato su queste pagine, avevo cercato di porre l’attenzione sul fatto che gli alimenti geneticamente modificati arrivano già da anni sulle nostre tavole, contro legge e all’insaputa dei consumatori, quando il dibattito scientifico è ancora acceso. A tal proposito avevo citato uno studio del Prof. Séralini: il ricercatore avrebbe “chiaramente” dimostrato segni di tossicità al fegato e ai reni di topi alimentati per 3 mesi con prodotti geneticamente modificati.
A seguire si è sviluppato un acceso dibattito sulla veridicità delle tesi sostenute da Séralini, personaggio controverso i cui risultati sono stati bocciati dall’EFSA.
Séralini?
EFSA?
Chi son costoro?
Gilles Eric Séralini, additato da qualcuno come attivista anti-OGM, è professore di Biologia Molecolare all’Università di Caen in Francia, co-direttore dell’istituto di ricerca CRIIGEN, e già membro delle commissioni sugli OGM del governo francese e della comunità europea.
L’EFSA è invece l’agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, il cui ruolo è quello di fornire il proprio parere scientifico alla commissione che ha il compito di approvare o rigettare le richieste avanzate per l’autorizzazione di un determinato prodotto geneticamente modificato a fini alimentari.
Nell’articolo in questione, il gruppo di ricerca del Prof. Sèralini ha condotto un’analisi statistica sui dati ottenuti dalla stessa Monsanto in due laboratori differenti (i propri e quelli della Covance, interpellata dalla Monsanto stessa) e ha tratto conclusioni differenti da quelle che avevano portato l’EFSA ad approvare la richiesta d’autorizzazione avanzata dalla multinazionale per il mais geneticamente modificato MON810, da lei stessa brevettato.
Dopo la pubblicazione dell’articolo nel 2009, l’EFSA ha ribadito la propria posizione, criticando il tipo di analisi statistica utilizzata da Séralini e affermando che le differenze statistiche rilevate non erano significative dal punto di vista biologico. Quindi che le conclusioni di Séralini non erano giustificabili. Quando ho contattato il Prof. Séralini per chiedergli una replica, si è mostrato gentile e disponibile: per questo lo ringrazio pubblicamente.

Professor Séralini

Prof. Séralini, in Italia lei è un personaggio discusso. Il suo lavoro sugli effetti di tre tipi di OGM sui topi avrebbe principalmente dimostrato segni di tossicità epatorenale, ma l’EFSA ha bocciato i suoi risultati, criticando l’analisi statistica, così come aveva già fatto precedentemente. Vuole commentare qualcosa?

Il nostro lavoro è una contro-analisi dei dati grezzi ottenuti dalla stessa Monsanto e resi pubblici solo dopo che la Corte d’Appello tedesca aveva stabilito che questi dati non potevano rimanere confidenziali, come invece richiesto dalla Monsanto, che aveva attaccato il governo tedesco, e dall’EFSA: e sono solo i dati ottenuti da analisi sul sangue dei topi!
Inoltre, questi sono gli stessi dati su cui l’EFSA aveva dato precedentemente parere favorevole alla commissione europea per l’introduzione in commercio degli OGM in questione. All’epoca ero membro delle commissioni francese ed europea predisposte ad analizzare i dati e mi trovai in disaccordo con le loro conclusioni: chiesi i dati grezzi e pubblicai i motivi per cui ero in disaccordo con l’EFSA. Pochi ricercatori fanno questo e da noi è possibile grazie al CRIIGEN che è una società scientifica multidisciplinare che si interessa di questi argomenti.

Non fa sorpresa che l’EFSA non abbia condiviso le mie tesi.

La questione da porsi è questa: come può l’EFSA dire, se accetta test lunghi solo 3 mesi e solo su un tipo di mammifero alimentato ad OGM (i topi), che non c’è nessun problema per milioni e milioni di persone che durante un’intera vita consumano OGM?

Perchè non c’è una supposta relazione dose-risposta. Ma solo due dosaggi di OGM sono stati utilizzati nell’esperimento. Una relazione di tipo lineare non può essere cercata o trovata, usando solo due dosaggi scelti tra l’altro a priori; in ogni caso, nell’ambito dell’endocrinologia e della carcinogenesi sono possibili effetti di tipo non-lineare.

Perchè l’EFSA ha preso in considerazione solo i dati su 40 topi su un totale di 400 topi usati nell’esperimento, compresi 6 gruppi di controllo che mangiavano 6 differenti prodotti non nell’esperimento, compresi 6 gruppi di controllo che mangiavano 6 differenti prodotti non-OGM?
Con quali criteri l’EFSA, pur riconoscendo differenze statistiche dei valori del sangue tra i topi alimentati ad OGM e quelli alimentali con prodotti non-OGM, dice che non sono rilevanti dal punto di vista biologico?

Perchè non ci sono effetti simili nei due sessi: questo è semplicemente stupido!

Per maggiori dettagli si legga l’articolo.

Non è che per caso sta mischiando ideologia e ricerca?


No, semplicemente mi interesso di questi argomenti. Vedo il mio lavoro di ricerca come un modo per capire se ci sono rischi per la salute o l’ambiente.
D’altro canto, l’EFSA mischia scienza e interessi economici.

A che punto è la ricerca sugli OGM?


Nessun test cronico obbligatorio prima della commercializzazione: mai fatti!
Test con cavie alimentate ad OGM per non più di 3 mesi: non sempre fatti.
Risultati confidenziali.
Criteri di interpretazione troppo soggettivi.

Potrebbe fornirci dei “fatti chiave” sugli alimenti geneticamente modificati?


Tutti i prodotti OGM utilizzati in agricoltura sono piante dall’azione pesticida: questo è un argomento ancora poco chiaro e per nulla compreso fino in fondo. Tali prodotti sono disegnati e modificati affinché contengano alti livelli di pesticidi come il Roundup (pesticida prodotto dalla Monsanto, NdT), su cui sto studiando i possibili effetti tossici sull’uomo, o anche per renderli tolleranti a erbicidi o insetticidi, perché ne possano assorbire grandi quantità.

La Monsanto è il diavolo?

Lasci perdere, lasciamo che sia la scienza a parlare. Del resto, non è un mio problema.

Grazie, vuole aggiungere qualcosa?

Spero di rincontrarla quando un vero dibattito si sia aperto e quando quelli che parlano di queste cose sul web abbiamo letto prima i dati.

Esclusiva Il viandante bevitore.
Intervista e traduzione a cura di Roberto Erro.


posted by Mauro Erro @ 10:35,

3 Comments:

At 30 settembre 2010 12:33, Blogger Gianpaolo Paglia said...

Mah, al di la del plauso per aver interpellato direttamente uno degli attori di questa querelle, andando nel merito non mi sembra che abbia smentito una delle critiche principali, ovvero che abbia usato metodi statistici non convenzionali.
E' ovvio che ci sia dietro una battaglia con interessi economici e interessi di parte (ambientalista), ma e' chiaro che l'interesse di tutti noi e' che si faccia chiarezza con dati oggettivi (e non manipolati a piacimento) su quello che e' il futuro di un settore importante come l'agricoltura e su quello che mangiamo ogni giorno.
Per chiudere il cerchio potresti provare a contattare la Monsanto e sentire cosa ne pensano dell'articolo in questione.

 
At 30 settembre 2010 13:04, Blogger RoVino said...

La chiarezza è sempre la cosa più difficile, poiché ognuno intende dar credito con tutti i mezzi alle proprie affermazioni. La Monsanto? Si può anche intervistare, ma se voleva tenere riservate le loro ricerche, cosa ci aspettiamo che dicano?
@Roberto scusa ma questo passaggio faccio fatica a capirlo:
"Perchè l’EFSA ha preso in considerazione solo i dati su 40 topi su un totale di 400 topi usati nell’esperimento, compresi 6 gruppi di controllo che mangiavano 6 differenti prodotti non nell’esperimento, compresi 6 gruppi di controllo che mangiavano 6 differenti prodotti non-OGM?"

 
At 30 settembre 2010 16:24, Anonymous Roberto Erro said...

@ giampaolo: non mi aspettavo che seralini entrasse nel merito dei dati e della statistica: sarebbe stato, tra l'altro, incomprensibile ai più.
"E' ovvio che ci sia dietro una battaglia con interessi economici e interessi di parte": è ovvio, ma triste.
ci sono altri spunti interessanti però nella sua intervista, come quello relativo allo stato della ricerca sugli ogm.
quanto alla monsanto, la vedo difficile, ma poi, suppongo, non farebbe altro che allinearsi alle posizioni dell'EFSA.
@Roberto: seralini sostiene che l'EFSA ha preso in considerazione uno studio la cui analisi statistica si basava sui dati grezzi ottenuti solo da 40 topi su un campione disponibile di 400.
all'interno dei 400 (e dei 40) ci sono vari sottogruppi caratterizzati dalla differente alimentazione

 

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