Barolo 2006, dieci consigli per gli acquisti



Le ultime annate, quelle della crisi, si guardano sempre con un po’ di diffidenza. E così è stato per la 2006 in Barolo, un’annata particolare sicuramente, la cui minuziosa descrizione lascio ad altri. È una bella vendemmia con qualche disaccordo in qualche zona, ma in larga parte buona con dei vini di rara bellezza. Un’annata classica, espansiva oserei dire, con i cru classici in gran spolvero. Eccone dieci che ci sono particolarmente piaciuti, tra parentesi il prezzo medio in enoteca al pubblico.


Barolo Cannubi 2006, Giacomo Fenocchio (€ 30 .ca)
Condotta oggi dai fratelli Albino e Claudio vanta vigne in alcuni dei classici cru, Villero e Bussia oltre questo. Il Cannubi, nel comune di Barolo, è una vigna di 15 ettari sempre, visto il valore, oggetto di dispute. Le Vigne dei Fenocchio si trovano nella zona denominata Cannubi Boschis ad un’altimetria di 210 – 230 metri ed esposte a sud/sud-est. Un Barolo di personalità, dal tratto sapido e incisivo, senza rinunciare ad un passo elegante.

Barolo 2006, Bartolo Mascarello (€ 50 .ca)
Al secondo anno, Maria Teresa Mascarello centra, dopo un ottimo 2005, un altro meraviglioso Barolo frutto delle vigne Ruè, Rocche, San Lorenzo e Cannubi. E che il 2006 ha un altro passo sapendo coniugare eleganza e leggiadria, con saldezza del sorso e austerità del profilo lo dice anche il direttore Cernilli che lo ha inserito nel podiìo dei migliori tre con il Barolo Monfortino 2002 di Conterno (miglior vino anche per Slowine) e il Brunello Riserva di Biondi Santi targato 2004. I Barolo di Maria Teresa hanno una semplicità nel proporsi nella loro bontà, nella pulizia d’esecuzione, nella finezza del carattere.

Barolo Brunate-Le Coste 2006, Giuseppe Rinaldi (€ 40 .ca)
Chi non conosce il celebre Citrico? Diecimila bottiglie di questo suo Barolo sempre ricercato che si è continuamente caratterizzato per il suo essere Vin de Soif come direbbero i francesi. Da bere. In quest’annata s’affianca un naso terroso e stratificato che si svelerà mano a mano nel tempo. Una delle versioni migliori di sempre a nostro parere.

Barolo Ginestra 2006, Paolo Conterno (€ 50 .ca)
Il meno famoso dei Conterno, cognome diffuso in Langa, mi è molto piaciuto con questa sua versione del Vigna Ginestra. Con il figlio Giorgio la cantina possiede 8 ettari da cui si ricavano 50.000 bottiglie totali. Le vigne di Paolo Conterno si trovano nella parte passa del Ginestra e guardano a sud-est.

Barolo Vigneto Gattera 2006, Gianfranco Bovio (€ 40 .ca)
Condotta da Walter Porasso, di questo cru se ne producono circa 6.000 bottiglie. La vigna si trova proprio nella parte alta del Monfalletto con esposizione sud-ovest. Ci è piaciuto l’incedere sereno e risoluto, il carattere minerale.

Barolo Brunate 2006, Marcarini (€ 35 ca.)
Luisa Marcarini e il marito Manuel Marchetti posseggono vigne nel cuore del Brunate, austero ed elegante nel suo esprimersi esposte a sud sud-est.
Un naso minuziosamente speziato ed una bocca succosa ed energica parlano di un gran presente e ci fanno sperare in un radioso futuro.

Barolo Bricco Viole 2006, Mario Marengo (€ 30 .ca)
Marco conduce questa piccola azienda che produce 22.000 bottiglie totali. Soltanto 3.000 le bottiglie di questo Bricco delle Viole, dalle vigne alte (oltre i 400 metri) esposte a sud-ovest per un vino dal naso immediato e fragrante, di buona eleganza, che ci ha colpito soprattutto per il palato di grande nettezza e freschezza. Il Barolo Brunate 2006 (€ 30 .ca) è solo leggermente più asciutto nel finale di bocca, per adesso, ma uscirà alla distanza.

Barolo Ca’ Mia 2006, Brovia (€ 50 .ca)
Atipicamente di Serralunga si potrebbe dire grazie alla sua eleganza, questo vino nasce dalla sottozona Brea della Collina Voghera, già ben considerata all’epoca del Ratti e che da una decina d’anni ha ritrovato slancio grazie all’investimento della famiglia Brovia di Castiglione Falletto. Ottimo il finale di sorso dove il vino si distende serenamente.

Barolo Broglio 2006, Schiavenza (€ 30 ca.)
Un piccolo cru (per estensione) Serralungano, l’azienda oggi diretta da Maura Alessandria e il marito Luciano Pira meriterebbe maggiori attenzioni da parte della critica e del pubblico per la correttezza e la piacevolezza dei Barolo (Prapò l’altro). Bello il tocco metallico al naso, pulito e sfaccettato, buono e succoso il palato.
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posted by Mauro Erro @ 10:15,

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