Wine Experience: il filo di Arianna

Se incontri anche solo per caso lo sguardo di una come Arianna Occhipinti prima ancora di sapere che cosa faccia nella vita ci scommetteresti che lo saprà far sicuramente bene. Uno sguardo acceso, carico di energia vitale, solare e mediterraneo con quegli occhioni bruni, profondi e vispi e, perchè no, quel pizzico di malizia che non guasta. Nel momento stesso in cui, a breve giro, viene a sapere che, di mestiere (e, soprattutto, per passione), fa il vino allora non puoi che immaginare che i suoi vini siano giusto appunto come lei. Sia ben chiaro, potrebbe non avere nulla a che fare con i vini naturali, biodinamici o veri che dir si voglia (e le perdoniamo, perfino, quelle arroganti triple AAA), ma è proprio quel suo sguardo che è già di per sè una garanzia. E quando scopri che i suoi vini a quel mondo e a quel modo di sentire appartengono non per diritto ma per scelta non ti fa meraviglia. E' la conferma che aspettavi. Poi ci parli ed ecco una ragazza, pardon una donna, con le idee assolutamente chiare, determinata ed autonoma, preparata ed indipendente, coraggiosa. E nonostante tanta fierezza, tipicamente siciliana, il suo sguardo non perde alcunchè di quella sua fragile dolcezza iniziale. I suoi vini rispecchiano la sua sensibilità. Il Frappato è leggiadro, vibrante, invitante quasi al punto da farsi bere con la cannuccia... Vabbè, adesso, non esageriamo... ma se d'estate non riuscite proprio a rinunciare a bere in rosso allora riponetene una bottiglia in frigo, pronta all'occorrenza, e tiratela fuori una mezz'oretta prima di sedervi a tavola. Così ho fatto io. Un frutto integro, polposo e maturo, succoso ed umorale attraverserà il vostro cavo orale lasciando una scia sapida e prodiga di freschezza. Siccagno, invece, è il suo nebbiolo d'Avola... Sì avete letto bene: nessun errore o refuso. Non che Arianna sia impazzita e le sia venuto in mente di piantare il nobile vitigno piemontese in terra sicula. Ma di certo quel che non può sfuggire all'assaggio è l'ispirazione dichiaratamente langarola. Il suo nero d'Avola nulla ha a che spartire con quelle scialbe interpretazioni -mimitazioni che hanno invaso ristoranti e wine bar di mezz'Italia, al bicchiere e non. Austero, ben stratificato, complesso ed intrigante, ricco di sfumature e nervosismo acido, quello di Arianna ingannerebbe anche il naso più esperto.
Se nella mitologia greca fu Dionisio (Bacco per i romani) a consolare l'Arianna abbandonata da Teseo con una meravigliosa corona d'oro forse che oggi sia arrivata un'altra Arianna decisa a ricompensarlo trasformando in un nettare davvero divino il frutto a lui più caro?!

Fabio Cimmino

posted by Mauro Erro @ 07:18,

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