Prove tecniche di Wine Experience: Elogio della curiosità

Dedico questo mio nuovo (ennesimo?) esordio vinoso alla Curiosità. L'unico, solo, vero motore di tutto. Dopo migliaia e migliaia di vini assaggiati - sputati, bevuti, sniffati ed analizzati, fino ad essere scannerizzati - quale è la molla che continua ad alimentare la mia passione? Semplice. La Curiosità. La mia irresistibile musa, ispiratrice e tentatrice. Altrimenti non mi spiegherei come posso ancora spendere qualche centinaio di euro con tutto il tempo e le scocciature che può comportare il procurarsi i vini di una misconosciuta(?) cantina dell'Oltrepò Pavese (Sacrafamilia). Punto di partenza, come sempre o quasi, una lettura. Un articolo-intervista su Porthos sulla nuova frontiera dei vini naturali (o del marketing?): i vini biotici, ma non solo. In questo caso spuntano fuori due novità: la religione e la "cristallizzzazione sensibile"... Mentre leggo la mia mente elabora: "Chist' so pazz'...". Della serie - traduco per i forestieri - questi stanno fuori di testa. La Curiosità. E' più forte di me devo procurarmi ed assaggiarne i vini. L'azienda non risponde alle mie mail, mi dirotto su un'enoteca on-line. In vini costano un botto, le risposte arrivano a singhiozzo ma non resisto e, alla fine, comunque, li prendo. Pagamento anticipato e, come sempre, evitare la spedizione nel week-end con annesse pericolose soste nei magazzini degli spedizionieri. Et voilà, i vini sono a Napoli. Il tempo di far riposare le bottiglie per riprendersi dal viaggio. E finalmente a tavola un venerdì sera con l'amico Mauro, Roberto e Adele con l'ausilio dei piatti cucinati da mia moglie. Adesso sono sicuro della Vs. Curiosità di sapere come sono sti "benedetti" (è proprio il caso) vini della Sacrafamilia. Sarei tentato di non dirvelo per non spegnere il sacro fuoco della Curiosità che adesso arde in voi. Sarei pure, tentato di dissuadervi. Per quello che costano non ne vale la pena. Eppure non lo trovo giusto. Come potrei mai dire di non andare in Turchia piuttosto che in Cina perchè non ne vale la pena. Ne vale sempre la pena. L'esperienza diretta, vissuta senza filtri, è un valore immenso ed insostituibile, non mi stancherò mai di ripeterlo. Un vino raccontato anche dal più bravo dei degustatori non potrà mai sostituire l'esperienza dei propri sensi. Pertanto che le mie note che ci accompagneranno in questa nuova avventura intitolata Wine Experience siano solo un invito, un inizio, un input, nulla di più, per alimentare la vostra di Curiosità e che mai si sostituiscano alla vostra personalissima Wine Experience...

Fabio Cimmino

posted by Mauro Erro @ 10:47,

3 Comments:

At 17 giugno 2010 12:27, Anonymous Anonimo said...

Grande Fabio...finalmente torniamo a leggerti!
Lucio

 
At 17 giugno 2010 15:08, Anonymous Anonimo said...

Bentornato, Fabio!!
Con il Maradona degli enoblogger di nuovo "on air", siamo tutti più ricchi, alla faccia della crisi e del Tavernello ...
Luca Miraglia

 
At 18 giugno 2010 10:32, Blogger Gabriele Ferrari said...

Quoto tutto e applaudo piene mani!

 

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