I Dolcetto di Ovada di Pino Ratto

Pino Ratto ha 75 anni. È del 1935, l’anno in cui fu piantata la vigna Gli Scarsi, così chiamata perché poco produttiva. Ha giocato al calcio, suonato jazz, avuto due mogli e tanti figli. Ha sempre amato la vita ed è vignaiolo per ricatto. Del padre, che ad un certo punto lo fece scegliere: “O la vendo o te ne occupi”. Negli stessi anni del ricatto, la fine dei ’60, venne impiantata Le olive. La vigna più giovane, 40 anni appena oggi, così chiamata per gli ulivi che dimorano tra i filari.
Pino Ratto è uno dei vignaioli “eroici” di Veronelli. Da Pino Ratto andavano gli altri produttori durante i Critical Wine per scattarsi una foto insieme. Pino Ratto è una storia importante della viticultura ed enologia italiana, parte di una cultura divenuta underground per un certo periodo di tempo, forse troppo.
I dolcetto di Ovada di Pino Ratto sono un semplice vino da tavola, un complicato vino per cui ci si emoziona, un mistero: che i dolcetto possano invecchiare a Dogliani, ma a Ovada?
Di lui si sono scritti fiumi di parole ed altri, speriamo, se ne continueranno a scrivere. Io vi consiglio due letture, la prima di Fiorenzo Sartore, la seconda di Marco Sartori. Che rendono, anche se in parte, l’idea.
Le due vigne, Gli Scarsi e Le Olive, si trovano in località San Lorenzo, a Rocca Grimalda, nel Piemonte sud-occidentale, ad un tiro di schioppo dalla Liguria. Si estendono per circa 5 ettari esposti a sud, ad un’altitudine di circa 300 mt. sul livello del mare. La densità dei ceppi per ettaro è di circa 8000 tralci, piantati su un terreno di origine miocenica e tortoniana. L’affinamento dei vini (di uno o due anni a seconda dell’annata) avviene in barrique esauste. La conduzione è più che naturale.
I Dolcetto di Pino Ratto si bevono nel tempo, non giovani; Gli Scarsi ha un profilo più maschile, Le Olive, invece, femminile: entrambi risultano nelle giuste annate, semplicemente meravigliosi. A circa dieci euro la bottiglia.

Dolcetto di Ovada Le Olive 1987
Rosso rubino, naso garbato, gentile, di fragolina all’esordio, poi intrigantemente umbratile, note terziarie di humus, camino, incenso, iodio, muschio, fiori secchi, mentolo. Al palato l’ingresso è sottile, quasi impalpabile, leggiadro, non lunghissima la persistenza, ma il tocco metallico e la purezza adamantina della sapidità finale ne allungano i piacevoli ricordi.

Dolcetto di Ovada Le Olive 1993
Spunto. Amen.

Dolcetto di Ovada Le Olive 1997
Evoluto oltre ogni limite di piacevolezza.

Dolcetto di Ovada Gli Scarsi 1997
Rosso Rubino cupo, vivo e brillante. Naso inizialmente chiuso, che s’apre mano a mano nel tempo su note balsamiche e fruttate, note speziate, qualche tono evoluto in maniera leggermente scomposta,. Al palato è teso e succoso, facile a bersi, con un tannino dolce ed un finale lunghissimo.

Dolcetto di Ovada Gli Scarsi 2001
Naso semplicemente meraviglioso. Particolarissimo, severo e disponibile, marino e palustre. Note verdi, salmastre, di selce e di erbe mediterranee. Una leggera traccia d’agrumi e floreale. Palato succoso, pieno, ma innervato d’energia: il tannino fermo non riesce a frenare la lunga persistenza aromatica del sorso.

Dolcetto di Ovada Gli Scarsi 2004
Al naso non va oltre una nota vinilica e la volatile stavolta un po’ troppo sopra le righe. Al palato entra mollo, continua diluito e finisce con un interessante timbro metallico. No, non ci è piaciuto o non lo abbiamo capito.

Dolcetto di Ovada Gli Scarsi 2006
Naso pungente, anche qui in evidenza note viniliche. Ma mostra altro, soprattutto materia, fruttata.
Al palato è denso, succoso, dal tannino ancora aggressivo e con l’alcol bizzoso nel finale. Da attendere.

Dolcetto di Ovada Le Olive 2006
Gentile, femminile, leggermente fruttato e floreale soprattutto. Note di erbe aromatiche cordiali di alloro e salvia ampliano il bouquet. Palato succoso, anch’esso giovane seppur già bevibile. Chiude su uno sbuffo alcolico.

posted by Mauro Erro @ 08:36,

2 Comments:

At 10 aprile 2010 10:47, Blogger RoVino said...

Secondo me, invece, non se ne parla abbastanza, o meglio sono ancora troppo pochi a conoscerlo. Io avevo messo in agenda un incontro da lui due anni fa, poi come spesso accade non ce l'ho fatta. Da allora mi è rimasto come un groppo, un qualcosa di irrisolto. Ora, leggendo il tuo scritto, mi si è rimesso in moto quell'ostinato desiderio di andarlo a trovare. Forse a maggio, finalmente, ci riuscirò...

 
At 10 aprile 2010 12:09, Blogger Mauro Erro said...

Allora conserverò il piacere di averti fatto tornare la voglia di andare :-)

 

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