Valtellina in tre versioni

A proposito di inadempienze e di piccole vigne devo, almeno in parte, far opera di recupero.
In questi giorni ho avuto modo di assaggiare nuovamente alcuni vini di piccoli produttori della Valtellina, alcuni dei quali presenti ad una degustazione da me condotta in compagnia di Isabella Pelizzatti Perego il novembre scorso qui a Napoli, e di cui non ho lasciato traccia scritta. Rimedio subito.
All’epoca la degustazione aveva l’intenzione di rappresentare un quadro delle cinque sottozone (Valgella, Maroggia, Inferno, Sassella e Grumello) del Valtellina Superiore: intento raggiunto grazie ai preziosi consigli di Isabella e degli amici Alessandro Franceschini e Roberto Giuliani, nonché dalle bottiglie bevute, of course.

Valgella:
“E’ la più vasta fra le sottozone del “Superiore” (con un’estensione vitata di 137 ettari in zona Teglio). In passato questo rosso veniva in gran parte destinato all’esportazione nella vicina Svizzera. Il suo nome deriva dal latino Vallicula, ossia vallicella. Inizialmente si differenzia dalle altre sottodenominazioni, pur mostrando un carattere ben deciso, per una certa morbidezza che comunque ne assicura un’identica tenuta per l’invecchiamento”.
Il virgolettato che avete appena letto è tratto dal sito del consorzio – finalmente un sito ben fatto – a cui aggiungo sinteticamente che i vini della Valgella risultano spesso essere immediati, di facile beva, gaudenti, femminili (per come si possa intendere un nebbiolo di montagna femminile). Così è stato per il Valgella di Renato Motalli 2004. Un gran bel bicchiere di vino che se a Novembre ci era parso di rustica autenticità, diventa con un po’ di affinamento maggiore in bottiglia un vino elegante dal naso di “dolce ruggine”, di agrumi e fresia, di frutta rossa. Un palato leggiadro, quasi impalpabile, ma elettrizzante dona alla beva il carattere della "compulsività".
Grande rapporto qualità prezzo visto che il vino dovrebbe costare tra gli otto e i dieci euro in una buona enoteca.
Da bere.

Grumello
“Viene prodotto nel versante a nord-est di Sondrio (con un’estensione vitata di 78 ettari) e prende il nome dal castello che domina la vallata (fortezza del XIII secolo). Il Grumello, ricco di fragranze, è più sapido se ottenuto dalle uve della ben delimitata area detta dei “Dossi Salati”.”
Il Grumello di Guido Marsetti del 2005 è ancora compresso, giovane, ma sicuramente molto bello. Profuma di frutta e sangue, di erbe aromatiche e note salmastre. Al palato è succoso, pieno, di bella stoffa ed ha un bel finale anche se non del tutto disteso. Piccolo inciso dell’alcol in chiusura.
Da bere e conservare per chi ne avesse qualche bottiglia.

Sassella
“La zona (estensione vitata di 130 ettari)si trova fra il Comune di Castione e il territorio ovest di Sondrio; un’area impervia e soleggiata, che comprende la rupe del santuario mariano della Sassella".
Il Valtellina Superiore Sassella di Terrazzi Alti targato 2006 è un vino ancora molto giovane, che subisce ancora troppo le ingerenze del legno piccolo nel quale è affinato e che abbisogna ancora di tempo. È sicuramente migliorato rispetto all’assaggio di Novembre, soprattutto nella bocca, di buona dinamica e beva, succosa il giusto. Ma al naso il legno tende a sottolineare ancora troppo la parte dolce dei profumi appesantendoli e rendendoli quasi stucchevoli e rischiando di non rispecchiare in termini di espressività la sottozona. Il tempo in cantina gli farà bene.
Da Conservare.

dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio

posted by Mauro Erro @ 09:17,

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