Quiche al radicchio e taleggio con Pilsner Urquell

La quiche è la torta salata francese più versatile che ci sia. Gli elementi principali, uova e panna, possono unirsi ad altri, in una serie di innumerevoli varianti, per riempire la base di pasta brisée.
La più conosciuta è naturalmente la quiche lorraine, originaria della regione della Lorena, con panna, uova, latte, noce moscata e pancetta, lardons. Molti vi aggiungono il formaggio (generalmente quello svizzero perché fonde meglio) distaccandosi un pochino dalla versione originale, altri ci aggiungono la cipolla trasformandola in quiche alsacienne, mentre non tutti sanno che dell’antica specialità della Lorena esiste anche una versione marinara. La quiche Lorraine marinara è preparata allo stesso modo, ma con le cozze fatte aprire in padella al posto della pancetta, con l’acqua delle cozze al posto del latte, con l’aggiunta di un cucchiaio di farina e senza noce moscata. La mia prima avventura con la quiche risale a qualche anno fa: ero molto piccina. Spero mi perdonerete, ma la mia prima “pseudooriginal” quiche portava la firma Bofrost. Nonostante l’unico sforzo sia stato, in quell’occasione, accendere il microonde, la torta salata simil francese mi incuriosì al punto che in seguito decisi di approfondire le mie esperienze in terra madre, ovviamente con molte più soddisfazioni. Qualche settimana fa avevo bisogno di qualcosa dal retrogusto amarognolo che potesse accompagnare discretamente una birra, la Ceca Pilsner Urquell. E così che venti miniquiche al radicchio e taleggio, in versione finger food, sono state il frutto di fugaci letture, interessanti consigli (grazie Facebook!) e riflessioni a margine per un abbinamento gustoso e abbastanza riuscito. Il giorno dopo, non contenta di averne sfornate venti il pomeriggio precedente, ne ho preparata un’altra (in effetti, mi era avanzata la pasta brisée e la panna) che ho avidamente mangiato a colazione il giorno dopo ancora…Preparate la quiche se vi va, ma non mangiatela assolutamente a colazione, perché lei, invece, non vi abbandonerà per un’intera settimana!!!


Ingredienti per la pasta brisée (potete optare per un buon rotolo di pasta brisée)

300 gr di farina
150 gr di burro
mezzo bicchiere da vino di acqua gelata
un pizzico di sale

Per il ripieno

1 cespo di radicchio
100 gr di pancetta arrotolata
150 gr di taleggio
150 gr di panna fresca
3 uova
grana grattugiato
sale e pepe


Disponete la farina a fontana. Unite il burro e lavorate energicamente sbriciolando la pasta. Aggiungete l'acqua gelata e il sale e continuate a impastare.
Avvolgete l'impasto con la pellicola trasparente e riponetelo in frigo lasciandolo riposare per almeno tre ore. Tagliate la pancetta a listarelle sottili e fatela rosolare in una padella antiaderente senza aggiungere olio. Togliete la pancetta dalla padella e buttateci il radicchio precedentemente lavato e tagliato a julienne. Una volta stufato aggiungete la pancetta, aggiustate di sale e pepe e fate intiepidire. Sbattete le uova con il sale e il pepe, aggiungete la panna, il taleggio tagliato a dadini, una spolverata di grana grattugiato e mescolate bene. Stendete la pasta brisée in un recipiente rivestito di carta da forno, bucherellate il fondo con una forchetta. Aggiungete il radicchio con la pancetta e poi il composto di uova e formaggio facendo attenzione che non fuoriesca dai bordi. Infornare per una quarantina di minuti a 180° in forno già caldo.


La Pilsner

Il nome della lager più nota e diffusa al mondo indica semplicemente che proviene dalla città di Plzeň, in Boemia. L’aggettivo viene associato ad un tipo particolare di birra nato nel 1842, quando un birrificio di questa città produsse la prima birra chiara mai esistita. Questa birra nacque grazie ad un perfezionamento del processo di maltazione, in virtù del quale la fonte di calore diretta veniva sostituita da aria calda. La pilsner si rivelò un successo non solo per il colore brillante, ma anche per il delizioso sapore dovuto alla qualità del malto d’orzo proveniente dalla regione di Hana, in Moravia, e del luppolo prodotto nella regione Boema di Žatec, o Saaz. Questo luppolo le conferiva un aroma alle erbe particolarmente fresco e un finale fermo, ma elegante, che divennero i tratti caratteristici dello stile.

posted by Mauro Erro @ 08:41,

1 Comments:

At 3 novembre 2009 22:08, Blogger Luca and Sabrina said...

Ci è venuta fame solo a guardare questa delizia, vogliamo farti i complimenti per l'accostamento che hai divinamente realizzato, sono sapori che amiamo particolarmente, magnifica torta!
Buona serata da Sabrina&Luca

 

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