Vino vino vino: la carta dei sentimenti.

Un insieme di individualità, un atto di resistenza, una possibilità, una speranza. Vini Veri era questo, quando Baldo cercava di spiegare i sentimenti che animavano il gruppetto di “anarcoidi naturalisti” dal quale era nato il progetto. Dopo qualche vicissitudine - a quanto pare quasi inevitabile tra persone che hanno una visione delle cose simile alla nostra - e con un po’ di esperienza in più abbiamo deciso di tornare a perseguire la stessa etica al di là delle differenze che ci caratterizzano. La testimonianza della vitalità del vino non può essere limitata al confronto tra naturale, biologico e biodinamico; le scelte che abbiamo compiuto, tutti indistintamente, sono nate dal rispetto per il territorio, per le relazioni umane, per noi stessi. Sono frutto di un rapporto viscerale con la terra, sono sentimento prima ancora che formazione. Sono ciò che ci accomuna. Ci ritroviamo quest’anno a Villa Boschi, ben oltre le logiche commerciali connesse a una manifestazione che conserva comunque i connotati della “fiera”; torniamo insieme, a prescindere dalle certificazioni e dalle scelte tecniche, ma soprattutto con la coscienza di avere delle responsabilità e di doverle affrontare insieme. Come viticoltori e, più in generale, come contadini.Il vino è da sempre il modo di esprimersi di un territorio e di una cultura. Ma è alle prese con i molti problemi celati dietro la facciata del successo mediatico: i contenuti dei quali è stato caricato sono tali da averlo distanziato dalla terra. E’ nostro compito restituire al vino questo legame, con buona pace di quell’enologia globalizzata che ci vede come ingombri lungo il suo cammino in direzione dello svilimento delle varietà. Dobbiamo farlo per tentare di ridare, attraverso il nostro prodotto, dignità al termine “agricoltura”. La viticoltura ha beneficiato, per una serie di circostanze, di privilegi e opportunità negate al resto dell’universo agricolo: per questo ci sentiamo in dovere di fare in qualche modo da “traino”, sfruttando la forza comunicativa del vino. E’ una responsabilità che avvertiamo di più in questo periodo caratterizzato da una crisi - morale prima ancora che economica - di fronte alla quale il mondo contadino è chiamato a fornire modelli e soluzioni alternative.La centralità dei rapporti umani, la difesa delle diversità culturali e delle identità territoriali, la possibilità di un consumo più consapevole e sostenibile, la tutela dell’ambiente sono questioni alle quali è indispensabile fornire risposte. Da parte nostra non intendiamo eludere questa responsabilità: Vino, Vino, Vino vuole essere una di queste risposte.Per affrontare certi grandi temi, lo abbiamo capito, si deve imparare a camminare insieme e a trasmettere l’un l’altro i rispettivi bagagli di conoscenze. Con la comune convinzione che anche atti come lavorare in un certo modo la propria vigna o vendere in un certo modo una bottiglia di vino siano azioni che possono contribuire a rendere il mondo migliore. Non possiamo fare altrimenti: perché la nostra ricchezza continua a risiedere - adesso più che mai - in quanto saremo capaci di lasciare.

Gruppo Vini Veri e La Renaissance du Terroir
Testo a cura di Marco Arturi

posted by Mauro Erro @ 17:46,

2 Comments:

At 10 aprile 2009 08:57, Blogger Staff di Italy-lowcost said...

Ottimo blog, complimenti!
Mi piacerebbe comparire tra i blog tuoi amici, inserisci il mio avatar che trovi collegandoti al mio blog http://www.italy-lowcost.blogspot.com), sarò felice di ricambiare!
Pasquale

 
At 3 maggio 2009 17:19, Anonymous Anonimo said...

Ciao!Hai mai visitato le cantine di Castel di Salve nel Salento?
www.casteldisalve.com

 

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