Degustazione di Fiano con sorpresa

Per un gruppo di amici abbiamo messo in piedi una degustazione di Fiano di Avellino alla cieca.
Istruzioni per l’uso: Le annate, i territori, il minimo comun denominatore che accomuna i vari Fiano in degustazione e la capacità di tenuta nel tempo.
Ho chiesto a Claudio Tenuta, sommelier ais, che ringrazio per la disponibilità, di scrivere le note di degustazione che trovate di seguito. Buona Lettura. (M.E.)


Ci si ritrova dopo le feste natalizie al solito posto, all'enoteca Divinoinvigna, nella casa laboratorio di Mauro e Roberto Erro con il supporto culinario di Adele Chiagano.
La serata è: 7 Fiano per 7 produttori, ma non di quelle classiche, la si è definita una degustazione trasversale, obliqua, io direi sregolata, perchè nella prova dei vini alla cieca ci sono 7 Fiano di diversi produttori ma anche di diverse annate, divisi in due batterie da 3 dalle quali i partecipanti dovranno in base alla loro sensibilità gustativa far uscire 2 finalisti.
Un Fiano invece è fuori concorso perchè è una chicca che svelerò alla fine.
I partecipanti della serata sono molto eterogenei, benchè affiatati, e questo dà grande brio alla serata.
Presento sinteticamente le schede di degustazione fatte al buio:
Prima batteria
Fiano di Avellino Vigna della Congregazione Villa Diamante 2003 – Montefredane – : il vino si presenta la bicchiere tendente al dorato addirittura con riflessi aranciati, questo mi porta a pensare ad un vino con qualche annetto nonostante conservi un ottima brillantezza, il naso e di media intensità e complessità e concentrato su note terziari e leggera ossidazione, quella buona, e impressioni minerali; in bocca non risulta particolarmente caldo, ma ha perso gran parte della sua freschezza, il gusto è incentrato su note di paglia essiccata, funghi e sottobosco: io lo ho escluso perchè benchè intrigante olfattivamente perdeva in bocca.
Fiano di Avellino Pietramara selezione etichetta bianca I Favati 2007 (anteprima non in commercio) – Atripalda –: paglierino netto con qualche particella in sospensione, il naso è un pugno in faccia, maledettamente intenso ma poco complesso, si avvertono aggressive note floreali di violetta, mughetto, sambuco solo dopo qualche minuto emergono note di pesca e ribes bianco, in bocca è ancora scomposto molto sapido e di buona freschezza e con una discreta componente alcolica, le sensazioni olfattive rispuntano in bocca, troppo giovane e costruito per passare il turno.
Fiano di Avellino Guido Marsella 2005 – Summonte –: paglierino, limpido e di media consistenza, buona intensità e complessità, il naso si chiude e si apre a ripetizione chiedendo di essere scoperto con pazienza, finalmente si apre su note delicate di nocciola e pinoli freschi, poi sensazioni fruttate di agrumi per finire con note erbacee e di spezie fresche (dragoncello), in bocca a una sapidità pronunciata che invoglia al riassaggio e ben presente la nota alcolica per niente pesante, la bocca mi è risultata più difficile perchè offre maggiori sensazioni secondarie e terziarie rispetto a quallo che avevo avvertito al naso, lo voto per la finale perchè risulta molto elegante.
Seconda batteria
Fiano di Avellino Ciro Picariello 2004 – Summonte –: paglierino con qualche accenno addirittura verdolino, media intensità e complessità, naso polposo, maturo, una prima sensazione gradevolissima di liquirizia dolce e addirittura note maltate, poi emergono le sensazioni fruttate di albiccocca matura, maledettamente fresco e sapido, si fa bere una favola e la bocca esprime un bellissimo corpo con sensazioni burrose, non lo voto con qualche rimorso.
Fiano di Avellino Pietracupa 2006 – Montefredane –: limpido e di color paglierino, naso più intenso che complesso, si alternano note fruttate di prugna gialla a sensazioni floreali di margheritine, il tutto avvolto da sensazioni vegetali pungenti, in bocca è fresco e sapido ma con una discreta morbidezza ed alcolicità, molto immediato anche nell'approccio gustativo anche se mi aspettavo un pizzico più di corpo ma risulta comunque di grande eleganza ed ancora in evoluzione, lo voto per la finale.
Fiano di Avellino Rocca del Principe 2007 – Lapio –: paglierino con qualche bollicina in assestamento derivante dalla fermentazione, naso intenso e di media complessità, si apre e si chiude ripetutamente anche se emergono immediate delle sensazioni floreali e di spezie fresche (basilico, anice) e note di frutta fresca, termina con note di mandorla fresca, Molto ruffiano in bocca un poco troppo costruito nella sua voglia di essere piacevole, ottimamente sapido anche se ritengo che sia come il secondo della prima batteria un vino troppo giovane, non lo voto.
Fiano di Avellino Vadiaperti 1992 – Montefredane – (non in gara): paglierino con qualche riflesso dorato, limpido, bella intensità e altissima complessità, sensazioni ossidative e tostate, mi viene alla mente il marsala di Marco de Bartoli provato questa estate, poi mi concentro pensando al Fiano ed inizio ad avvertire note di frutta gialla sotto spirito ed accenni di spezie secche (salvia, timo), la bocca non te l'aspetti, fresco, sapido abbastanza caldo, ripulente, di ottimo corpo, riemergono note di frutta sotto spirito e spezie, un Fiano al quale non avrei dato 16 anni.

Il vincitore è stato Pietracupa di 2 voti penso perchè nelle sensazioni olfattive e gustative, a parità di eleganza, è più schietto.

Claudio Tenuta

Alicia Keys, Falling.

posted by Mauro Erro @ 09:12,

4 Comments:

At 30 gennaio 2009 14:13, Anonymous Roberto said...

per completezza di informazione: il vincitore della prima batteria che si è poi scontrato in finale con Pietracupa perdendo, è stato Marsella 2005.

 
At 30 gennaio 2009 15:31, Blogger LG said...

Picariello, Marsella e Pietracupa se la sono giocata davvero a distanza ravvicinata sul filo dell'equilibrio e dell'eleganza. Non era facile decidere. Li tallonava a brevissima distanza il Villa Diamante, che gli ha datto molto filo da torcere. Complessivamente è stata davvero una gran bella sfida.

Uno dei "briosi" (leggi scalmanati) partecipanti.

 
At 1 febbraio 2009 09:50, Anonymous tommaso said...

Da rimuovere assolutamente quella pseudo provola affumicata made in China...

Tommaso

 
At 1 febbraio 2009 09:54, Blogger Mauro Erro said...

uh marò, è na' fissazione...
piuttosto, hai voglia di scrivermi tre righe di considerazione sui supertuscan, le ospiterei molto volentieri sul mio "frivolo" diario di appunti...
La storia del "super" e del "tuscan" mi piaceva assà...

 

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