Calabretta

11/08
Siamo già in ritardo. Massimiliano Calabretta, trentenne segaligno, barbetta rada e occhiali inforcati c’attende al centro di Randazzo – paesino sul versante nordoccidentale dell’Etna – dinnanzi quella che scoprirò essere la sua cantina. Un palazzotto malandato poco più in la d’una pompa di benzina.
Entriamo in quello che potrebbe essere un normalissimo garage, ma che, invece, si rivelerà il frutto del genio, dello studio, dell’applicazione, del rispetto di due menti brillanti.
Siamo in ritardo, lo so, e lo avverto dal tono concitato che la voce di Massimiliano assume quando gli comunico che dovrò raggiungere Gurrida e la sua vigna sommersa di lì a due ore. Già per telefono, quando avevamo concordato la visita, avevo colto la sua voglia di raccontare e raccontarsi, di far vedere e saggiare: due ore, non sarebbero mai bastate.
Vedo appena entrato contenitori in acciaio, botti di legno da 60 ettolitri di rovere di Slavonia dei maestri bottai Garbellotto di Conegliano e, disseminate qua e là, barrique francesi.
Gli faccio, per rompere il ghiaccio, alcune domande di routine...

Potete leggere lo scritto completo qui, sul sito di Luciano Pignataro.


Paul Simon e Art Garfunkel, The Sounds of Silence Lyrics

posted by Mauro Erro @ 08:59,

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