In viaggio per la Sicilia

10/08


Una notte serena e ricca di aspettative.
I Fratelli Karamazov sbarcheranno in Sicilia.
Metodologia di viaggio e di racconto.
Buoni maestri: Soldati e Camilleri, uno morto e l’altro ottantenne!
Battaglie perse. Arrivo a Catania.

Sono le tre di notte ed il giaciglio che ho occupato è troppo scomodo perché possa addormentarmi. L’aria è fresca, folate d’aria tiepida si alternano ad alcune più fredde che pare arrivino volutamente per riportarti lì dove sei, sul ponte di una nave, lontano dai tuoi pensieri o dai luoghi ove Dostoesvskij aveva voluto accompagnarti. È sempre meglio dell’incessante aria condizionata che all’interno è sparata a getto continuo e delle luci accecanti che da qui, invece, paiono fasci dorati come mazzi di spighe che attraversano le finestre illuminando a intervalli regolari il ponte: c’è abbastanza buio attorno perché la notte calmi l’atmosfera tanto da permetterti di pensare e poi leggere o fare entrambe le cose assieme cosicché tu debba tornare due pagine indietro e rileggere, provando l’illusione che si possa tornare a ritroso in un colpevole e distratto passato per riviverlo pienamente, meglio. Il mare placidamente si sposta di lato lo scafo ed il suo docile sciabordio fa il resto; di tanto in tanto un sonnambulo come te passa sfumacchiando una sigaretta rincuorandoti dalla sensazione vaga, ma talvolta insinuante, di essere solo in mare, di notte, e alzando la testa approfitti per guardare il bagliore lontano di qualche puntino di luce ed un faro che lampeggia.
Le coste della Calabria, a quest’ora.
Dunque, programma: arrivo a Catania e trasferimento a Milo, sull’Etna alla ricerca di vini “terragni” e dei loro segreti: due giorni e poco più basteranno perché ne beva in numero sufficiente? Ritorno a Catania, di qui a Siracusa, Noto, all’oasi protetta di Vendicari, poi a Ragusa da Ciccio Sultano, a Modica da Bonajuto per il suo cioccolato, a Sicli e poi si vedrà. Quindi Vittoria, da Arianna Occhipinti nella speranza ci sia, proseguendo per Scala dei Turchi e Sciacca. Riserva dello Zingaro, Marettimo, Palermo e si torna. Non una passeggiata: una bellissima corsa.
Promemoria: assaggiare tanti cannoli quanti arancini e decretarne il vincitore.
Fu il commissario Montalbano creato da Camilleri ad accertare che bisogna tenersi lontano dagli arancini che si vendono sui traghetti? Non ricordo. In ogni caso chiunque suo malgrado l’abbia accertato aveva ragione: oltre che a rabbrividire per il sapore si rischia un inutile mal di pancia.
Allora, promemoria: assaggiare tanti cannoli quanti arancini e decretarne il vincitore, non dimenticandosi delle cassate però.
Perché la Sicilia mi è tanto cara e vicina se è la prima volta che ci vado? Quale destino o male ci accomuna? Lo capirò? Cosa e come lo racconterò?
Soldati non iniziò il suo viaggio, raccontato nelle pagine di Vino al Vino, proprio da qui? Promemoria: una volta tornato prendere tra le mani Vino al Vino e leggerne qualche passo, può darsi sia illuminante. Quantomeno istruttivo. Per adesso ho il mio taccuino e la macchina fotografica, proviamo a fissare i ricordi al meglio.

Le quattro e trenta. Le pagine lette sono più veloci delle lancette. Duecento finora. Troppe, meglio metterne un po’ da parte. Sarebbe meglio forse fare due passi, chissà non riesca a dormire un paio d’ore. Arrivato sulla prua, dove nascosti sotto una copertura campeggiatori attrezzatissimi dormono serenamente su materassi e brandine, vedo un bagliore rossastro intenso, grande quanto un pugno in alto sulla linea dell’orizzonte che di notte si fa davvero immaginaria perché il cielo e il mare si copiano nella tonalità del loro scuro colore. Un vulcano. Non l’Etna, sicuramente. Saranno le Eolie, forse Stromboli, ma è attivo? È uno spettacolo inatteso, ma è così lontana quell’immagine che di più non riesco a provare. È un bagliore rosso. La luna si affaccia morbida e piena dall’alto di un cielo stellato illuminando il mare.
Promemoria: pesce spada e tonno, pane e pannelle, sfincioni e pane cunzato. Pesce, tanto pesce!

Due ore di sonno e mi svegliano perché attraversiamo lo stretto di Messina. È impressionante: ad un tratto pare quasi che allargando le braccia si possano toccare con una mano la Sicilia e con l’altra la Calabria. Eppure, l’Italia e la Sicilia paiono così distanti.
Annotazione: vedo lo Stretto di Messina su uno sfondo azzurro terso e luminoso: il cielo. Mio figlio forse vedrà ammassi di lamiere e cemento: perché? a chi serve il ponte sullo stretto? Chi scrisse: “le guerre le combattono in molti, vi muoiono tanti, per il desìo e il tornaconto di pochi”?
Anche questa sarà una battaglia persa.
Catania, l’Etna dietro. Benedetto iddio.

Miles Davis, So What.


Nota: in foto, la Riserva dello Zingaro (per ingrandire l’immagine abbastanza basta cliccarci su).

posted by Mauro Erro @ 18:09,

2 Comments:

At 26 agosto 2008 21:50, Anonymous Anonimo said...

Azz, guagliò! Ma chesta è maraviglia!
Forse non te l'ho mai detto, ma la Sicilia è la terra che più amo (vi ho trascorso 4 estati, quasi - molto quasi - sufficienti a vederla e conoscerla più da vicino)

voc

 
At 28 agosto 2008 00:24, Blogger massimo said...

Ehi, bentornato...
Vai coi racconti, che quest'estate mi sono dovuto limitare...

 

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