Allo specchio

Le nostre classi dirigenti, la nostra cultura, la nostra scuola, perfino la nostra famiglia non hanno fatto nulla per coltivare in noi questa coscienza, forse anche per renderci la vita più facile, in quanto la coscienza è, per chi ce l’ha, il più scomodo dei giudici, l’unico che non possiamo ingannare. Ma è anche il solo che fa di un uomo un vero uomo, di un cittadino un vero cittadino, di un soldato un vero soldato. Finché questo manca, è inutile cambiare regimi, Costituzioni, leggi e regole: troveremo sempre il modo di aggirarle.
Io ho perso, cari ragazzi, questa battaglia. Ma per sessantacinque anni l’ho fatta rompendomici la testa. Voi dovete ancor cominciarla, e quindi non avete per ora il diritto di giungere alle mie conclusioni.
Avete invece il dovere di rifiutarle e di dire a voi stessi, e l’uno all’altro, sputando magari sul mio nome: “Noi questa battaglia la vinceremo”. E infatti, se siete uniti e risoluti, potete vincerla. Ma anche se vincerla non potrete, un compenso lo avrete: quello di potervi guardare allo specchio senza arrossire di voi stessi, perché allo specchio, cioè al bilancio della propria vita, prima o poi ci si arriva.
E lo specchio non vi giudica dai successi che avrete ottenuto nella corsa al denaro, al potere, agli onori; ma soltanto dalla Causa che avrete servito. Tenendo bene a mente il motto degli hidalgos spagnoli: “La sconfitta è il blasone delle anime nobili”.

Di Indro Montanelli dalle Stanze de Il Corriere della Sera, 31 dicembre 1997

posted by Mauro Erro @ 09:28,

3 Comments:

At 7 luglio 2008 alle ore 12:33, Blogger marcella candido cianchetti said...

di un'attualità sconvolgente ma il buon tosco montanelli vedeva lontano figlio proiettato nei secoli del macchiavelli! segnalo la pizzeria sorbillo di napoli ad amici da una vita napoletani e buon gustai ad oltranza , sempre se appunto buon gustai non la conoscono già buona giornata

 
At 10 luglio 2008 alle ore 17:33, Anonymous Anonimo said...

Le stanze di Montanelli restano pezzi magistrali che non mi stancherò mai di leggere. Un giornalista e un uomo esemplare di cui ho sempre avuto molta stima e considerazione.

 
At 10 luglio 2008 alle ore 20:44, Anonymous Anonimo said...

di giornalisti di questa stazza ahimè s'è perso lo stampo, oggi la coerenza, il buon italiano eccc.... sono un optional! buona serata

 

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