Vintage Tunina 2004, Jermann

Sovente capita, vista la mia curiosità, mi trovi a confrontarmi con abili ed esperti degustatori e discettare sui parametri che ognuno di noi utilizza per valutare (lo so, brutta parola) un vino. Io, ad esempio, sono solito valutare (aridaglie) innanzitutto la naturalezza espressiva di un vino, e di seguito la piacevolezza. È così, quindi, che preferisco solitamente bere vini in purezza, da monovitigno o che dir si voglia. Ma quando ci si ritrova dinnanzi a vini di questa stazza, di tale forza ed energia espressiva, si deve semplicemente chinare il capo in segno di rispetto ed esultare nel proprio animo. L’elenco dei vitigni utilizzati per produrre questo vino è lungo (Sauvignon Blanc, Chardonnay, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Picolit), l’affinamento avviene in solo acciaio. Il colore è ancor giovane, giallo paglierino brillante, impreziosito da sfumature accese. Al naso è un tripudio primaverile di profumi di frutti di pesca, ananas, susina, pompelmo e fiori di ginestra, che si arricchiscono di sfumature di anice e salvia. Al palato è fresco e ciò lo aiuta a non essere stucchevole, garantendo una bevuta compiaciuta e soddisfacente. Chiude lungo. Si può prospettare per lui un futuro radioso.
La primavera, Manu Chao.

posted by Mauro Erro @ 12:02,

3 Comments:

At 14 maggio 2008 12:55, Blogger claudioT said...

Grande bianco, realizzato con armonia sia in vigna che in cantina.
Mi è sempre piaciuto perchè nonostante si tratti di un complesso uvaggio riesce ad esprimere una personalità unica ed elegante.
Inoltre ammette infiniti abbinamenti culinari.

 
At 10 luglio 2009 21:59, Blogger filippo said...

grazie per il consiglio

ora so qualcosa in più

 
At 10 luglio 2009 22:00, Blogger filippo said...

bello anche il commento di claudioT

 

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