Soave Castelcerino 2006, Visco e Filippi

Delle tante interpretazioni della Garganega di questa azienda a conduzione familiare, che imbottiglia ogni singolo cru (le cui origini pedologiche si differenziano andando dalle rocce basaltiche a quelle calcaree regalando prodotti interessanti e particolari) fino ad arrivare ad interpretazioni da vendemmia tardiva e passita, ho scelto questo loro prodotto base che in una buona enoteca pagherete tra i sette e gli otto euro. I vigneti di provenienza sono esposti a sud, sud-est, la maggior parte delle viti hanno un’età di oltre 45 anni e la natura del terreno è di origine vulcanica con i tipici sassi basaltici che affiorano. Il vino sosta per vari mesi sui lieviti di fermentazione, viene decantato senza filtrazione sgrossante, e si presenta allo sguardo vestito di un giallo paglierino brillante con interessanti nuances verdoline che ne rivelano la giovane età. Al naso è fragrante, franco, floreale e fruttato, fine nei suoi profumi semplici ma ben distinti. Al palato è contraddistinto da una vena minerale e sapida, e spinto da una fresca acidità che rende dissetante e appagante la beva. Chiude secco lasciando una persistente scia. Non a caso, Soave. Aspettando la primavera che agognamo, e sognando l’estate, Vivaldi.

posted by Mauro Erro @ 11:09,

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