Galea 1997 (Tocai in prevalenza), I Clivi

Non è stato facile scegliere di quale vino scrivere tra quelli che ho avuto la fortuna di saggiare e di sentirmi raccontare da Mario Zanusso. Belli, bellissimi, tutti. Dal Brazan, Tocai in prevalenza da una vigna nel Collio Goriziano, al Verduzzo, fino alla Malvasia e al Galea da una vigna nei Colli Orientali del Friuli, Tocai in prevalenza che ho bevuto in diverse annate (oltre questa, ’04 e ’99). Ho scelto di parlarvi di questo, per la sua chiarezza e trasparenza, per la nitidezza espressiva, per aver mostrato la capacità che questi vini hanno nel saper invecchiare. Da vecchie viti, dai 40 ad oltre 60 anni di età, è vinificato “rigorosamente” in bianco in solo acciaio dove svolge la fermentazione ad opera di lieviti indigeni e la susseguente “fermentazione” malolattica. Matura sui propri fondi, chiarificato per decantazione e non filtrato. Agli occhi mi si presenta vivo, limpido, direi esuberante nel suo giallo dorato, il naso è di quelli di una nobile decadenza ove si avvertono sentori di pelle conciata, in cui la scarnificazione del frutto tira fuori il territorio con sensazioni minerali, muschiate, ma anche spezie orientali, anice stellato, menta. Al palato la beva è trascinante, rinfrancante e rinfrescante, di rara finezza ed eccellenza, di grande nerbo acido e sapido. Di michelangiolesca bellezza, da abbinare ad uno storico video che ritrae Hendrix con i Rolling Stones.

posted by Mauro Erro @ 11:06,

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