Riesling Spätlese Eitelsbacher Karthäuserhofberg 2006, Karthäuserhof, Mosel-Saar-Ruwer

Curiosando nel web, volendo approfondire la personale conoscenza e passione per questi vini, mi sono imbattuto in alcune interessanti e sagge considerazioni di Yi Xin Ong, uno dei massimi esperti al mondo di Riesling tedesco che osservava che ciò che insegna una degustazione di Riesling tedeschi è innanzitutto che la nozione di vino equilibrato è suscettibile di una vasta casistica di esempi possibili, e può difficilmente essere ridotta a una regola teorica, legislativa o enologica: il risultato desiderabile di una equalizzazione armonica tra le varie componenti può essere ottenuto a partire da scenari organolettici e da valori dei singoli componenti assai diversi. Ad esempio l'acidità nella maggior parte dei vitigni diminuisce con l'aumentare della concentrazione zuccherina (e quindi alcolica), nel Riesling no, anzi, osservava ancora, solo questi ultimi possiedono il dono di muoversi in miracoloso equilibrio tra alta acidità, basso tenore alcolico e percezioni zuccherine. Tutto ciò permette la nascita dei vini bianchi più fini, rigorosi e longevi del mondo, fatti di profumi fiabescamente cristallini e trasparenti, agrumosi e intricatamente minerali, supportati da strutture gustative essenziali, spesso giocate su contrappesi organolettici rischiosi e delicatissimi, eppure straordinariamente resistenti al tempo. Dal Villaggio della Ruwer (affluente della Mosella) Eitelsbach, dal vigneto Karthäuserhofberg, nasce questo vino di giallo paglierino, brillante, luminoso e vivido. Al naso si esprime con odori netti, taglienti, precisi, nitidi, mai urlati di erbe aromatiche, mineralità idrocarburica, pesca, fiori bianchi e vaghi e leggeri accenni di tartufo. Al palato in una dicotomia straordinaria, in una diversa percezione prospettica degna di Escher si rivela opulento e pieno, l’esplosione di una dolcezza mai stucchevole grazie all’acidità nerboruta che lascerà il palato pulito e pronto a nuovi viaggi nelle meraviglie dell’eden fatto di contrappesi organolettici delicati e sublimi. Da abbinare all’intuito artistico vario ed eclettico che ritroviamo in Innuendo.

posted by Mauro Erro @ 12:26,

1 Comments:

At 18 marzo 2008 09:31, Anonymous Michelangelo said...

Complimenti per il blog, i vini suggeriti e gli accostamenti musicali.

Quando l'anno passato cominciai a scrivere di enogastronomia mi ritrovai in un simile accostamento, come puoi leggere qui:

http://micheblog.wordpress.com/2007/07/14/emozioni-enogastronomiche/

Mi piacerebbe una tua opinione in merito

 

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