Riesling auslese trocken "R" Saumagen 2001, Koehler Ruprecht

Giorno 1. Un viaggio nel viaggio, una piccola parentesi, una digressione sul tema. Fermarsi, scendere da un treno in corsa che porta chissà dove, guardarsi intorno. Andare oltre le certezze, le affermazioni, le arroganti sicurezze: è in fondo questo il senso del viaggio. Incontri, chiacchiere, storie che ascolti e che si accavallano. Come quella di Christopher McCandless, ad esempio.

Non voglio dilungarmi in improbabili acrobazie linguistiche nel tentativo vano di descrivere questo vino, quei pochi termini che ci sono e che io stupido ripeto all’infinito non bastano per descrivere né questo vino né gli altri (non tantissimi) capaci di evocarti emozioni, visioni e ricordi.
Però poi lo incontri, il vino con la “V” maiuscola, quello che da un senso alle cose, tutte, alle tue giornate, ai tuoi pensieri, alle tue azioni.
Probabilmente alcuni penseranno che io stia esagerando, che alla fine è pur sempre un bicchiere di vino, niente di più che una bevanda piacevole da sorseggiare in compagnia: che accompagni il pasto o che lo preceda o lo segua. Ed allora mi viene da sorridere a questi ragionamenti che spesso ho sentito trasformarsi in affermazioni incaute proferitemi almeno una volta al giorno. Il vino ha un valore simbolico che va ben al di là della piacevolezza di una bevuta, penso. Spesso il “vino” di cui parlo, questo in particolare, ma tanti altri ce ne sono di simili, è prodotto in pochissime bottiglie, spesso per accaparrarsene una bisogna andare fin lì, sul luogo ove egli nasce. Spesso bisogna fare un piccolo sacrificio economico. Vi assicuro che in questo caso i soldi sono ben spesi. Sì, mi dispiace, sarà per pochi fortunati. Ma contentiamoci. Di anima gemella pare ne esista solo una. Forse. Di buoni amici, di quelli veri, credo se ne contino su una, o al massimo due mani. Quindi con il vino siamo più fortunati. Ce ne saranno molti e sempre nuovi, di anno in anno. Ah certo, anche perchè quello con il vino è un amore fugace: travolgente, passionale ma anche istantaneo. Questione di attimi e sorsi. Forse lo incontrerai di nuovo nel tempo. Lui sarà cambiato e tu sarai cambiato. Altri invece, saranno solo ricordi che svaniranno. Al di là della piacevolezza dicevo, (dicesi piacevolezza? quella appagante sensazione goduriosa che ho provato innanzi ad uno dei “Vini” più sinceri, viscerali, entusiasmanti, pieni, profondi, ricchi, che io abbia mai avuto la fortuna di saggiare, tanto vivo e tanto vibrante per le suggestioni e le sfumature e l’emozioni che aveva da raccontare, che se lo definissi immenso sarei riduttivo: e quindi mi accorgo che definire questa piacevolezza per me e le mie capacità è impossibile. Mi limito ai sinonimi: orgasmo dell’animo) cosa c’è? Alcuni affermano che si tratta solo ed esclusivamente di estetica, di gusto, che un vino o è buono e vende, o niente, non esiste. È il mercato a decidere. Il dio mercato. Allora penso ai contadini incontrati lungo questo cammino, a quelli che si spezzano la schiena sotto un tralcio di vite, con la tendinite alle mani e gli occhi serrati alla luce del sole dove si concentrano l’emozioni di una stagione. Di tante stagioni. Ed alla fine cosa sarebbero loro, un bilancio di fine anno? E se la fattura segnasse zero, quegli uomini non esistono?
Cos’è un vino? Cos’è un uomo?
Si può sfuggire a queste domande?
Eddie Vedder
dall’ultimo film di Sean Penn, Into the wild.

posted by Mauro Erro @ 11:14,

2 Comments:

At 16 aprile 2008 15:43, Blogger crash said...

Ok, mi hai convinto.
Sarà per Vedder (e non per il film che trovo un pò retorico), sarà per il tuo entusiasmo ma ora mi serve sapere dove posso trovarlo e quanto mi toccherà spendere.
Che dici, puoi aiutarmi?

Gabry

 
At 16 aprile 2008 16:29, Anonymous Mauro erro said...

No, non posso. è una bottiglia che mi è stata portata da un amico (che ha dovuto pregare non poco per convincerlo) direttamente dal produttore. Non so neanche se in Italia è distribuita. So che costa abbastanza, e che la 1998 è stata da moti considerata come la miglior bottiglia di riesling tedeschi degli ultimi 15 anni. Beh, potrebbe essere una buona scusa per un viaggio in Germania.

 

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