Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Ripe del Falco 1991, Ippolito 1845

Mi trovo nuovamente a scrivere delle Cantine Ippolito, la più antica realtà vinicola calabrese, non una piccola azienda, ma un produttore che sforna un milione di bottiglie l'anno di una correttezza esecutiva e di una naturalezza espressiva disarmanti, proposte a prezzi più che convenienti. Il Ripe del Falco è la sua punta di diamante: da uve gaglioppo in purezza, affinato in barrique per un anno circa, il vino sosta in acciaio poi in vetro, prima di essere commercializzato quando ritenuto pronto, solitamente non prima che siano passati quattordici, quindici anni dalla vendemmia (attualmente la 1993). Una follia che ci regala vini come questo 1991, il migliore che abbia saggiato, che già affascina con i suoi toni granato scuro, vivi, che degradano mano a mano fino all'unghia di cristallina luminosità. Austero ed aggraziato, è elegante nei suoi toni di tabacco e cuoio, spezie e liquirizia; il frutto non è un vago ricordo, ma presente al palato si manifesta con una succosa ciliegia matura, cuore del sorso che chiude interminabile, dopo che i tannini felpati ti hanno accarezzato la lingua che rimarrà pulita grazie al finale nettamente secco ed asciutto. Un'eccezionale follia che ci permette un viaggio nel tempo. Vinicio Capossela.

posted by Mauro Erro @ 10:35,

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