Tra sogno e realtà o di Inter - Napoli



Per certi versi il miglior cronista del Napoli è Maurizio Sarri, capace di scardinare le rituali interviste e domande con il suo elementare senso pratico, acconciato con ironia quando non è inchiodato a verità e banalità che sarebbe superfluo dover ripetere: senza denari non si cantano messe. Nulla a che vedere con il lamentoso Mazzarri o l’ego ipertrofico di Benitez. Il paradosso è che proprio a lui, novello Basile, capace di raccogliere e amalgamare favole, imbastire fiabe e persuadere al sogno con il gioco del Napoli, gli tocchi poi riportarci con i piedi per terra quando occorre, o addirittura difendersi da chi accusa lui e noi di aver infranto il sogno o di non averlo realizzato del tutto: far trionfare finalmente la bellezza, nonostante tutto. A noi tocca spesso il nonostante, che del sogno è parte fondante. 

Ieri ho apprezzato tutte le facce del Napoli, meno quella che non ha chiuso la partita con opportuno cinismo vestendosi da sprecone, permettendo all’Inter il ruolo di attore non protagonista, apparentemente presente, sicuramente poco partecipe. Esuberante il Napoli del primo tempo, una formazione votata al palleggio e all’azzardo, aggressiva e leggera: con Zielinski (7) che, nei primi 20 minuti, quando c’è da giocare cambia marcia e spesso va via. Più operaio quello del secondo, meno brillante ma più maturo nell’amministrare, anche se con qualche lancio lungo di troppo quando c’è Mertens e non Milik. Insigne (7 e mezzo) ormai sul pianeta dei grandi, Hamsik meno brillante del solito, la Roma capitombola e ci regala forse ulteriori opportunità che, anche solo per capacità letteraria, ci siamo meritati. 

Trentaquatresima di campionato. Inter - Napoli 0 a 1

[prove tecniche di rubrica di un tifoso anglo-napoletano: Il deserto dei leoni] 

posted by Mauro Erro @ 12:28,

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