Il resto è mancia, o di Lazio - Napoli



Lorenzo Insigne corre più di tutti, quasi 12 chilometri e 800 metri, evita al Napoli un gol ribattendo sulla linea e ne segna due dalla parte opposta, dopo quello mangiato alla fine del primo tempo. Guida le transizioni, regala tocchi e assist, cala e accelera i tempi suoi e della squadra. Ormai da tempo il più incisivo tra tutti, dividendosi l’onere con Hamsik (7), fa il record di gol in serie A, 14 a sette giornate dalla fine. La copertina è tutta sua, e nove senza parentesi e a lettere il suo voto.
Il Napoli ristabilisce valori, livelli e categorie: con la Roma e la Juve fa un campionato a parte; e complimenti alla Roma di Spalletti che ha fatto meglio dell’anno scorso e che adesso mettiamo nel mirino. È l’unica piazza forse peggiore della nostra: dove spuntano qua e là arroganti frustati che rilasciano veleni. Sull’altra sponda capitolina, complimenti pure a Inzaghi Simone che sveste il ruolo di fratello minore e per adesso vince l’altro campionato. Voleva giocarsela come la Juve delle ultime due partite, al Napoli non puoi togliere il palleggio, ha detto, e ha comandato di aspettarci bassi, tutti dietro la linea della palla. Ha dimenticato che in entrambe le partite la Juve è stata messa sotto, e che la Lazio non è certo la capolista: difendono peggio, e ieri in certi frangenti hanno rischiato di essere pure più fastidiosi in attacco. Poco da aggiungere a parte il calo, anche fisico dopo due partite impegnative, durato dieci minuti, dove abbiamo rischiato di riaprire la partita. 

Stucchevole, invece, il giro di domande retoriche che arrivano fotocopiate dai giornalisti di ogni rete e testata a Sarri, distillate da editoriali illuminanti scritti dai critici del televideo* o ispirate dai frequentatori del circo Orfei: Ma il Napoli non vince; ma siete fuori da tutto; e via così. Ora, filosoficamente, Bellavista direbbe che è l’atavica battaglia in cui noi dobbiamo vestire i panni degli eterni epicurei; e ciò basterebbe per ridurla in semplice battuta: spaparanzati al sol, rifrescandosi con le acque tra Napoli, Capri e Positano: Eh? 
Non è una semplice boutade, ma coerenza, coincidenza tra quel che si è, si dice e si fa. Tramutare un’aspirazione in possibile realtà, far coincidere etica ed estetica: nel proprio piccolo, sperare che la bellezza vinca sugli aridi e grigi ragionieri di trofei, in un campionato a venti squadre in cui un terzo, quello finale, è denso di partite inutili. In un calcio, quell’italiano, noioso e scontato, moribondo rispetto al resto delle élite europee che guardano a noi, ammirati, come fossimo i Faraglioni. 
Riconoscenti dei ringraziamenti e degli omaggi, il resto è mancia (vedi anche alla voce Gonzalo Higuain).

Trentunesima di campionato. Lazio - Napoli 0 a 3

[prove tecniche di rubrica di un tifoso anglo-napoletano: Il deserto dei leoni]

* Sarrismo - Gioia e rivoluzione

posted by Mauro Erro @ 10:59,

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