Con viva e vibrante soddisfazione…



Appena riesci a fermare un attimo il tuo incessante movimento e prendi fiato ti accorgi quanto la vita ti travolga nonostante i tuoi programmi. Ma una cosa simile l’ha già detta John Lennon. Vi risparmio anche dai bilanci, i buoni propositi e le classifiche varie ed eventuali di fine anno. In questo periodo abbiamo già troppi numeri, ben più importanti, a cui badare. Mi scuso per l’assenza di questi ultimi tempi con tutti coloro che affettuosamente ci seguono, ma per tornare all’esordio, molte delle persone che hanno lasciato la loro traccia su questo blog – a cui vanno i miei ulteriori ringraziamenti – hanno assunto nuovi e svariati impegni di cui ci sarà tempo per parlare.

Come giustamente ha detto mio fratello, il viandante è il salotto di casa. Scusateci, siamo stati un po’ in giro.
Ma a casa torniamo sempre e sempre saremo contenti di accogliervi.
Buona fine e buon inizio anno a tutti voi.

(m.e.)

posted by Mauro Erro @ 12:04, , links to this post


BUON NATALE

Buon Natale,
a tutti gli amici, ai lettori affezionati e a quelli di passaggio, a tutti coloro che hanno contribuito ad arricchire questo spazio e che continueranno a farlo e a tutti quelli che ci vogliono bene.
Che questo Natale sia speciale per ognuno di voi, perchè, nonostante tutto è pur sempre Natale!

Auguri
Adele, Mauro e Roberto

posted by Mauro Erro @ 11:13, , links to this post


La Riserva di Vittorio

Granato squillante.
Naso nitido e scuro, nervoso di sangue, terra e liquirizia; vanno e vengono profumi di cacao, tabacco e corbezzolo, resi appena meno aspri da una florealità sottile che ne intervalla la durezza. La volatile, magistrale per misura, incornicia un quadro complesso e appassionato.
In bocca schiocca, ed è tutto ciò che conta. L’acidità spinge decisa un gusto secco di visciola e sigaro toscano, da cui guizzano echi saporiti di carne; la generosità contadina che l’innerva profonde calore e tannini vividi, come gli sguardi di queste persone qui. Gente per bene, candida e fiera, di quelle che non ti stanchi mai di incontrare.

Che vino è?
Me lo sono chiesto anch’io, bevendolo: una bottiglia senza etichetta infilatami in macchina da Vittorio Mattioli al momento di salutarci, col malcelato orgoglio di farmi avere qualcosa di speciale tutta in divenire.
Una telefonata col senno di poi svela l’arcano.
Sangiovese in purezza da terre chiare e argillose, nessuna selezione particolare in vigna; semplicemente una vasca pareva più inquieta delle altre e s’è fatta sfogare un anno e mezzo in tonneau usati da 500 litri, anziché costringerla subito nello spazio angusto di una bottiglia.
Botti non per aggiungere ma per lasciar respirare, emancipandone il timbro francescano e selvatico di autentica compenetrazione territoriale.

“Sei il primo ad averla, ma voglio sapere che ne pensi…”

Ecco, quel che ne penso.
Penso di non trovare mai le parole davanti a gesti così, il cui vero dono non sta nell’oggetto ma nel dare fiducia.
Penso che ci siano vini fortunati perché nascono liberi, traendo da ciò una luce interiore che li rende bellissimi al di là del mutevole aspetto che guadagneranno col tempo.
Penso, soprattutto, a quanto riempia la testa di aria pulita sapere che esista a due passi da casa un posto riparato tra colline tonde e variegate, dove disciplina agricola e spontaneità umana restano saldamente l’una al servizio dell’altra; dove più che altrove bisognerebbe andare per capire cosa accade quando il senso del concreto fa da vela – e non da zavorra – al coraggio di sognare.


“Le Cese” 2006 Riserva, Collecapretta

www.collecapretta.it


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